Mogwai, Gazzelle e FKA Twigs: i dischi più caldi della settimana
Anche gli orfani del disco di The Weeknd, che ha posticipato l’uscita del nuovo progetto dopo le devastazioni di Los Angeles a causa degli incendi, potrebbero trovare qualche cosa di interessante da ascoltare. Nella giornata di venerdì 24 gennaio sono diverse le pubblicazioni in programma: si va dai dischi di FKA Twigs, Mogwai, un grande ritorno per gli amanti del post rock, e Central Cee, nuova icona del rap europeo e non solo, fino a Gazzelle, Angela Baraldi e Ginevra. Un venerdì ricco di suggestioni musicali e di generi differenti.
Mogwai – “The Bad Fire”
Il nuovo lavoro, che segna il ritorno della band scozzese a quattro anni da “As the Love Continues”, è stato registrato nel Lanarkshire, con il produttore John Congleton, vincitore di un Grammy Award, che si è unito alla band in studio. “The Bad Fire”, slang scozzese per indicare l'inferno, trae ispirazione da una serie di momenti personali difficili in cui la band si è trovata dopo il decimo album, che ha scalato le classifiche. “Dopo l'apice della pubblicazione di ‘As the Love Continues’, gli anni successivi sono stati personalmente difficili per tutti noi – hanno raccontato - abbiamo affrontato molte perdite e, nel caso di Barry, una grave malattia di una delle sue figlie. Tornare insieme per scrivere e registrare questo disco ci è sembrato un rifugio e con John Congleton sentiamo di aver realizzato qualcosa di speciale. Spesso sentiamo dire dalla gente che la nostra musica li ha aiutati a superare momenti difficili della loro vita e per una volta credo che valga anche per noi”.
Gazzelle - “Indi”
Un “ritorno a casa”. È così che Gazzelle definisce il suo nuovo album, “Indi”. Un titolo che suona come una provocazione: è con il termine “indie” che è stato etichettato quel nuovo cantautorato pop di cui in questi anni Flavio Pardini, così si chiama davvero lui, è stato uno dei protagonisti insieme a Calcutta, Thegiornalisti, I Cani. Ma c’è della nostalgia. Nel singolo “Noi no”, che ha anticipato l’uscita dell’album, il cantautore dice: “Quante volte hai visto andarsene la felicità / e il 2017, sai, non ritornerà”. Non è un caso che citi il 2017: fu l’anno in cui debuttò con “Superbattito”, l’album di “Quella te”, “Zucchero filato” e “Nmrpm”, le hit che gli permisero di ritagliarsi un posto tutto suo in quella scena. Il progetto esce alla vigilia dei due mega show che vedranno Gazzelle esibirsi il 7 giugno al Circo Massimo della “sua” Roma e il 22 giugno allo Stadio San Siro di Milano.
FKA Twigs - “Eusexua”
Artista inetichettabile e provocatrice nata, FKA Twigs è l’aliena del pop sbarcata sulla Terra da chissà quale galassia lontana. Era il 2014 quando si rivelò a noi terrestri con “Two weeks”, singolo che negli anni successivi sarebbe stato riscoperto anche grazie a una martellante campagna pubblicitaria di Burberry, di cui avrebbe fatto da colonna sonora. In questi dieci anni Tahliah Debrett Barnett, questo il vero nome della cantautrice, ballerina e performer britannica, classe 1988, ha portato avanti svariati progetti, seguendo una strada tutta sua: nel 2015 uscì l’ep “M3LL155X”, nel 2019 l’album “Magdalene”, nel 2022 il mixtape “Caprisongs”. Ora tocca a questo “Eusexua”, che era atteso già lo scorso autunno e poi è stato rimandato. A proposito del titolo del disco, FKA Twigs dice: “Nel dizionario inglese non c’è una parola per questo. Tu senti quella sensazione quando incontri qualcuno che ti piace davvero e rimani a baciarlo tutta la notte, per ore. Senza renderti conto di quanto tempo sia passato da quando avete iniziato. È come se i vostri corpi diventassero un solo corpo. È qualcosa che ha a che fare con la meditazione, un’incredibile esperienza fisica. Ma per me è anche il momento immediatamente prima di avere una grande idea: la tua mente si eleva. Quello è l’eusexua ed è l’unico posto in cui voglio essere ora”. Tutto chiaro, no?
Central Cee - “Can’t rush greatness”
Central Cee, in questi anni, tra influenze drill e grime, si è fatto conoscere singolo dopo singolo e da poco ha annunciato l'album di debutto “Can’t rush greatness”, in uscita il 24 gennaio. Registrato in più parti del mondo nel corso dell’ultimo anno, il progetto vanta collaborazioni con numerosi producer, compreso il suo collaboratore di lunga data Dave, e segna un passo importante per il rapper. L’album arriva infatti dopo i suoi due precedenti mixtape, “Wild West” e “23” e i brani “Doja”, “Band 4 Band” e “Obsessed With You”, che hanno lasciato il segno nelle classifiche e nelle piattaforme di streaming della Terra. In concomitanza con l’annuncio del disco, l’artista ha pubblicato il freestyle “One by One”. Anche se il brano non sarà incluso nell’album, ne riflette appieno lo spirito. Eseguito sopra un beat del produttore del Bronx Cash Cobain, nel pezzo emerge la cura nella scelta delle parole e il viaggio introspettivo di Central Cee nel raccontare la propria storia, riflettendo sui temi della crescita, della libertà e sul percorso che l’ha portato dalle strade inglesi alla fama globale.
Angela Baraldi – "3021"
"3021", l’ultimo brano di Angela Baraldi anticipa l'omonimo album di inediti in uscita il 24 gennaio. L'album, prodotto da Caravan, comprende otto brani scritti dalla stessa cantautrice e composti insieme a Federico Fantuz. Se per gli arrangiamenti musicali l’artista a tratti si è lasciata ispirare dal cosmo e dal suo fascino misterioso, nei testi è andata alla ricerca dell'essenziale, esplorando sensazioni e sentimenti umani. Nata a Bologna, sessant'anni, Angela Baraldi è cantante e attrice con otto album all'attivo. Il 1994 segna il suo esordio cinematografico con il film "Come due coccodrilli" diretto da Giacomo Campiotti, ed è poi l'attrice protagonista di "Quo Vadis, Baby?", film di Gabriele Salvatores per cui vince il Premio Flaiano come Miglior attrice esordiente, il Premio Efebo d'Oro e l'Iris d'argento al Montreal Film Festival. Al film segue la serie "Quo Vadis Baby" prodotta da Sky Cinema. Lo scorso anno ha aperto i concerti del tour estivo di Francesco De Gregori, con cui ha collaborato anche in passato.
Ginevra - “Femina"
Un disco collettivo incentrato sul tema della femminilità: questo è “Femina”, il nuovo album di Ginevra Lubrano, per gli amici semplicemente Ginevra, cantautrice torinese classe 1993 nota ai più per aver firmato in questi anni successi come “Glicine” di Noemi e “Americana” di Sangiovanni. “Femina” arriva a tre anni dall’esordio del 2022 con “Diamanti”. La cantautrice nei brani che compongono l’album si racconta “in quanto donna, figlia, sorella, nipote, futura madre, compagna, zia, bambina ribelle, ragazza di fiume, ma anche adulta, saggia, guerriera”. “Se mi volto indietro a guardare il lavoro degli ultimi due anni la prima parola che mi viene in mente è: ascolto. Onestamente non posso dire di essere granchè portata ad ascoltare, ma questa volta l’ho fatto profondamente. E cos’ho ascoltato? Le voci delle donne. Articoli, libri, podcast, album, mostre, film, manifestazioni, risate, lacrime..Racconti di autrici, giornaliste, musiciste, amiche, sorelle, la voce di mia nonna per l’ultima volta e forse per la prima volta anche la mia..E più ascoltavo più mi innamoravo delle nostre voci, e più mi innamoravo più mi arrabbiavo per i tentativi quotidiani di zittirci e demolirci. Tutto questo è stato il motore che mi ha portato a scrivere il nuovo album”, dice lei.