Gianni Morandi, "C'era un ragazzo..." narrata da Luca Barbarossa

La canzone di Franco Migliacci e Mauro Lusini vista da un altro cantautore
Gianni Morandi, "C'era un ragazzo..." narrata da Luca Barbarossa

Nel suo recente libro "Cento storie per cento canzoni", Luca Barbarossa dedica un capitolo a "C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones". Per gentile concessione dell'editore, La Nave di Teseo, riprendiamo il testo scritto da Barbarossa nel libro, che abbiamo recensito qui e la cui copertina trovate in fondo all'articolo.

C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones 

Un ragazzo con la passione per la musica vede crollare i propri sogni perché viene chiamato alle armi per andare a combattere una guerra non sua, lontano da casa, dove dovrà uccidere altri ragazzi come lui che non gli hanno fatto niente. Ci rimetterà anche la sua di pelle, come spesso accade. Niente più chitarre, capelli lunghi e sogni di gloria.

Una storia simbolica, pacifista a tutti gli effetti, che non dovrebbe mettere in imbarazzo nessuno, oppure tutti. La guerra era quella del Vietnam e, nonostante tutto quello che si sapeva a riguardo, un cantante italiano non si doveva permettere di criticare le scelte di politica estera degli USA. Questa la sentenza della RAI che, per non contrariare gli alleati nostri liberatori, vieta di trasmetterla nei propri canali.

La canzone, l’hanno capito tutti, è "C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones". E c’era davvero un ragazzo che arrivò a Roma da Siena con la sua chitarra e fece ascoltare la sua composizione a Franco Migliacci ("Nel blu dipinto di blu", "La bambola", "Che sarà", "Ma che freddo fa", ecc). Si chiama Mauro Lusini e per sua fortuna si imbatte in uno degli autori di testi più talentuosi di tutti i tempi. È il 1966, epoca d’oro per la RCA italiana, Migliacci appena ascoltato il brano si mette subito all’opera e la sua intuizione di cavalcare la protesta pacifista di quegli anni risulta vincente. Gianni Morandi, cantante fino ad allora considerato più che leggero, ne diverrà coraggiosamente il megafono. Ennio Morricone firmerà ben due arrangiamenti, uno ritirato subito dal mercato dopo l’esecuzione al Festival delle Rose di Roma e un altro, definitivo, come ci arriva ancora oggi dal disco originale.

La RAI si ostina però a mandare in onda il lato B del 45 giri, "Se perdo anche te" (cover di "Solitary Man" di Neil Diamond). Ma il brano ha la forza della ragione e, sebbene Gianni Morandi non sia Bob Dylan, riesce comunque con la sua interpretazione più che convincente a fare breccia persino nel cuore di Joan Baez, che ne realizzerà una sua versione. Anche in questo caso, la censura ottiene il risultato opposto a quello sperato, "C’era un ragazzo..." diventerà una bandiera per tutti i giovani contrari alla guerra del Vietnam e a quelle che purtroppo seguiranno. La caratteristica incredibile di questa canzone è di rimanere godibile nonostante i contenuti drammatici che esprime. Stiamo parlando di un ragazzo che va a morire in una guerra assurda ma il coro che va a sfociare sul famoso ta ta ta ta finale esprime al contempo qualcosa di fortemente liberatorio. Potere della musica leggera.


Qui un altro racconto riguardante "C'era un ragazzo..."

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