Quante canzoni motivazionali può contenere un film?

"Oceania 2" si gioca la carta dell’inno motivazionale, ma funziona solo con la voce di Giorgia
Quante canzoni motivazionali può contenere un film?

Quante canzoni può contenere un singolo film musicale? Viene da chiederselo, stupiti e perplessi, guardando "Oceania 2". Il film Disney in queste ore nelle sale infatti sembra essere un inno al potercela fare in ogni situazione, salvo poi fare poco o niente.

Otto anni fa Moana - da noi rinominata Vaiana per un’omonimia infelice per una virginale principessa Disney - arrivava nelle sale con il suo primo film animato. Era una ragazzina in cui ardeva l’istinto dell’esplorazione. Pocahontas voleva vedere cosa ci fosse oltre il fiume, Vaiana finiva per disubbidire al padre per spingersi oltre il Reef e incontrare il semidio Maui, con cui sconfiggere il cattivo di turno.

Lo status di Vaiana come principessa Disney è talmente ambiguo che se ne fa dell’ironia nel sequel ora in sala, "Oceania 2". Vaiana infatti è figlia del leader del suo popolo (come Pocahontas) ma non ha status principesco né un pretendente. Come ogni vera principessa Disney contemporanea è definita dalla sua indipendenza, che coincide con la totale assenza d’interesse amoroso.

Un’assenza che si nota ancor di più nel sequel, che la ritrova non più ragazzina, ma leader, esploratrice, votata alla missione di mettere in connessione il suo popolo con le genti che sa essere da qualche parte nell’Oceano. Una visione l’ha messa in guardia dai pericoli che la famiglia e i suoi amici correranno se i popoli dell’Oceania non si riuniranno.

Vaiana è un’eroina dunque, pur avendo un set di caratteristiche indubbiamente principesche, e della vecchia scuola: lucenti e foltissimi capelli sempre perfetti (Maui la chiama “riccioli”), grandi occhi scintillanti, non uno bensì due animaletti che le fanno da mascotte. Oltre al vizio o all’attitudine di far coincidere ogni ragionamento e riflessione con una canzone.

Essendo un film animato Disney, "Oceania 2" è ricchissimo di canzoni cantate dal suo cast e in particolare dalla protagonista. La voce italiana di Vaiana, Emanuela Ionica, cede il passo a Chiara Grispo nelle parti cantate. Che sono tante, appunto, e in buona parte declinate in quello che si potrebbe definire un sottogenere musicale dei film musicali: la canzone motivazionale. La protagonista affronta le avversità, si perde d’animo e qualcuno - un amico, un parente o un animale mascotte - le canta una canzone per farle ritrovare la motivazione.

Alcune canzoni motivazionali disneyane sono così riuscite, così efficaci, così motivanti che vengono suonate in palestra, nelle discoteche, ai concerti. Per esempio il brano di riferimento di questo sottogenere per gli under 40 è “Farò di te un uomo” (versione italiana di “I'll Make a Man Out of You”) dalla colonna sonora di "Mulan", film animato Disney del 1998. La canzone la canta il futuro interessa amoroso di Mulan, che deve preparare un gruppo di soldati imbranati e deboli ad affrontare il crudele esercito degli unni.

Nel corso della canzone e del suo crescendo irresistibile, il prode Li Shang trasforma i suoi sottoposti in “veri uomini”, ma la sua sfida di virilità che lancia all’inizio del pezzo la vince ovviamente Mulan, che è una ragazza sotto mentite spoglie.

Negli anni la canzone motivazionale, se non essenziale, è diventata quasi inevitabile nei film d'animazione Disney, specie da quando le principesse hanno come scopo non il matrimonio, ma l’affermazione di sé. È anche un ottimo sistema per dare una marcia in più alla storia. Per sua natura infatti è un pezzo orecchiabile, trascinante, dà una sferzata di ritmo al film, oltre che ovviamente a candidarsi come possibile brano in grado di essere ascoltato anche fuori dai confini del film. Se è una canzone riuscita, finisce con facilità nelle playlist dedicate all’attività fisica o create per darsi la carica prima di un impegno gravoso.

"Oceania 2" però è il perfetto esempio di come non usare una canzone motivazionale, perché si fa davvero prendere la mano. Il troppo storpia, dice l’adagio e a metà del film abbiamo già assistito a tre momenti musicali di motivazione della protagonista, scoraggiata dalle avversità che si ritrova ad affrontare…o dalla mancanza di un qualcosa di concreto da fare. 

Come i re Magi, segue una stella cometa alla ricerca di un cattivo che nemmeno vediamo per davvero: Oceania infatti soffre della sindrome del primo capitolo. Con una fiducia nel suo successo non così condivisibile, Disney ha infatti promosso la pellicola da progetto per lo streaming a film per la sala, facendola poi diventare un’uscita di pregio nel periodo del Thanksgiving americano, dandole il compito di avviare un vero e proprio franchise.

La scelta però taglia le gambe alla trama e frena la vela di Vaiana, costretta a navigare a vista per costruire quello che verrà dopo. Forse ha davvero di che essere scoraggiata e il film, per riempire il suo minutaggio, la circonda di personaggi che tentano di motivarla.

Prima fa da sola con “Oltre quel reef”, con intervento dello spirito della nonnina defunta (doppiata da Angela Finocchiaro). Più avanti è Maui a tirarla su di morale e allenarla in vista dello scontro con il villain del film con il brano “Posso avere un Chee-Hoo?”, interpretata in italiano da Fabrizio Vidale. Qui la stella polare sia dell’animazione sia della traccia musicale è proprio l’iconico brano di "Mulan", ma non si va nemmeno vicini a raggiungere quel livello di… motivazione.

Il film funziona davvero a livello musicalmente solo nel brano “Perditi”, nella versione italiana interpretata da Giorgia. È il brano più forte del film, che invita la protagonista a lasciarsi andare, a perdersi per ritrovarsi, ad aprirsi al rischio. Nella versione doppiata ovviamente gioca un ruolo fondamentale la potenza vocale di Giorgia, la capacità di mettere l’emozione nel testo della canzone. Sulla parte parlata del doppiaggio la cantante qualche impasse ce l’ha, fatto che non mancherà di alimentare il dibattito e le polemiche di queste ore relative ai talent musicali chiamati come ospiti d’eccezione in cabina di doppiaggio. Sul fronte musicale però fa la differenza.

“Perditi” segna anche la condanna del film, perché dopo una canzone motivazionale davvero riuscita serve il cambio di passo, la prova che il brano ha funzionato. Invece Vaiana affronterà altri due pezzi volti a caricarla prima dello scontro finale più anticlimatico e privo di tensione che una principessa (guerriera) abbia affrontato in un film Disney.

"Oceania 2" stesso ci mette davvero tanto a uscire dalla sua impasse iniziale, dall’approccio alla cultura delle popolazioni che abitano le isole dell’Oceania che lo fa quasi sembrare un documentario etnografico per i più piccoli. Il film riesce comunque a non essere un completo fallimento, un po’ grazie ad alcune parti musicali indovinate, un po’ per il ritorno di personaggi che hanno funzionato nel primo capitolo e che qui danno manforte.

Tuttavia è una visione poco stimolante, o peggio, demotivante, perché tenta e ritenta di caricare a mille il pubblico, ma poi non gli dà nulla per cui entusiasmarsi davvero.

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