Rufus Wainwright non ha gradito di essere “suonato” da Trump
Rufus Wainwright ha polemizzato con l'ex presidente Donald J. Trump per aver suonato la sua cover di "Hallelujah" durante un bizzarro comizio tenutosi ieri sera a Oaks, in Pennsylvania, durante il quale il candidato repubblicano alle presidenziali ha interrotto il suo comizio elettorale e ha ballato per mezz'ora sulle canzoni trasmesse dall'impianto audio, dando così modo ai dem di criticarlo per questo suo comportamento.
Wainwright, che sostiene la vicepresidente Kamala Harris, ha definito la diffusione della canzone da parte di Trump e dei suoi sostenitori "il massimo della blasfemia".
“La canzone di Leonard Cohen - ha dichiarato Wainwright in un comunicato - è diventata un inno dedicato alla pace, all'amore e all'accettazione della verità". E ha continuato: "Nel corso degli anni sono stato estremamente onorato di essere collegato a questa ode alla tolleranza. Assistere alla comunione di Trump e dei suoi sostenitori con questa musica ieri sera è stato il massimo della blasfemia. Naturalmente non lo giustifico in alcun modo e ne sono rimasto mortificato, ma il bene che c'è in me spera che forse, ascoltando davvero i testi del capolavoro di Cohen, Donald Trump possa provare un pizzico di rimorso per ciò che ha causato. Non ci spero troppo".
Nella dichiarazione di Wainwright si legge che la casa editrice del patrimonio di Leonard Cohen ha inviato alla campagna di Trump una lettera di diffida. Tra le altre canzoni suonate durante il comizio di ieri sera - che ha preso una strana piega dopo che due partecipanti sono svenuti, apparentemente a causa del caldo - c'erano la cover di "Nothing Compares 2 U", di Sinead O'Connor, la cui proprietà ha definito Trump un "diavolo biblico", e "Memory" dal musical Cats.