Nomadic: “Uno spettacolo contro la paura”

Pievani e Maroccolo, tra musica e parole, propongono un viaggio profondo, emozionante e umano.
Nomadic: “Uno spettacolo contro la paura”
Credits: Marco Pacini

“Viaggiano i viandanti, viaggiano i perdenti più adatti ai mutamenti. Viaggia la polvere, viaggia il vento, viaggia l'acqua sorgente. Viaggiano i viandanti, viaggiano i perdenti più adatti ai mutamenti, viaggia sua Santità”. Proprio partendo dalle parole evocative di “In viaggio”, una delle più belle canzoni scritte dai C.S.I., ci si può addentrare dentro “Nomadic – canto per la biodiversità”, che porta con sé tanti aspetti e custodisce anime multiple. In primis, “Nomadic” è il nuovo spettacolo di Telmo Pievani e Gianni Maroccolo, che ha avuto un’anteprima ad aprile a Roma dopo un mese di prove, e che adesso prende forma e vita in un vero tour. “La rappresentazione, che Telmo aveva in testa da anni e su cui ha deciso di coinvolgermi anche alla luce dei nostri progetti con i Deproducers, ha raccolto consenso, suscitando entusiasmo, emozioni e interesse nel pubblico, e questo ha generato la richiesta di una tournée”, svela Maroccolo. Immortalato dalla Rai è stato trasmesso su Rai Scuola e un frammento è stato anche passato da Alberto Angela nel suo programma Noos.

“Nomadic”  esplora le rotte migratorie umane e animali con empatia e profondità, ponendoci di fronte alla realtà che tutti i popoli della Terra hanno una sorta di radice comune, invitando a superare le barriere mentali e fisiche che abbiamo eretto. Con la direzione musicale dello stesso Maroccolo e i testi e la voce narrante di Pievani, si avvale della partecipazione di artisti quali Angela Baraldi, Andrea Chimenti, Antonio Aiazzi, Simone Beneventi e Simone Filippi. Regia e light design sono a cura di Mariano De Tassis con Vladimir Jagodic sound engineer. A completamento, spazio alle illustrazioni video di Marco Cazzato e ai video animati di Michele Bernardi. “Ci sono tante arti e linguaggi creativi che si incontrano in questo progetto e nessuno prevale sull’altro – spiega Maroccolo – non è solo uno spettacolo sulla biodiversità dal punto di vista scientifico, c’è di più. C’è una narrazione poetica che ha a che fare con la storia dell’essere umano e con quella degli animali. Non è una conferenza scientifica, non è un happening didattico e neppure un concerto così come lo conosciamo: è il tentativo, ancora meglio la scommessa, di compiere un viaggio attraverso un linguaggio artistico unico che si nutre di tanti e diversi aspetti”.

Attraverso le canzoni di C.S.I., Philip Glass, Litfiba, Claudio Rocchi, Marlene Kuntz, dello stesso Maroccolo, PGR & Franco Battiato, senza dimenticare alcuni momenti di pura sonorizzazione, questo spettacolo rappresenta un'esperienza inedita e immersiva che lascia spazio alla riflessione e alla scoperta, un ponte tra arte e scienza che conferma come queste due sfere possano unirsi per comunicare temi complessi in modo accessibile e coinvolgente. Il tour è partito il 13 settembre da Assisi (Teatro Lyric, Umbria Green Festival) per proseguire verso Firenze (Teatro Puccini) il 23 settembre, passando poi per Milano (Teatro dell'Arte, Triennale) il 29 settembre. Successivamente, il tour farà tappa a Padova (Teatro Verdi) il 25 ottobre, per concludersi a Trento (Auditorium Santa Chiara, Centro Santa Chiara in collaborazione con Bitm) il 15 novembre. Le date sono in aggiornamento.

Non è finita qui: “Nomadic” è anche un album. Prodotto da Ala Bianca e disponibile sempre dal 13 settembre. “Il significato di questo progetto nella sua interezza? È una sorta di preghiera ad abbandonare la paura – dice Maroccolo – l’incontro tra i popoli, in generale con quello che non si conosce, è un’opportunità, non un ostacolo. C’è un tratto dello spettacolo, paradossale, in cui Telmo dice che se si abolissero i confini il Pil del Pianeta avrebbe un’impennata vertiginosa. È ovvio che questa è pura utopia, ma ‘Nomatic’ porta con sé il messaggio che, per crescere, è necessario conoscere e avere a che fare con ciò che non si conosce”. Questa nuova tappa nel percorso di Maroccolo è molto legata alle sue scelte. “Da anni ho ben chiaro quello che voglio fare e quello che non fa più per me – conclude – oggi la maggior parte della musica è intrattenimento, non lo dico in senso negativo, è una considerazione. Io cerco un senso in quello che faccio, voglio comunicare anche al di là della musica stessa, e sono sempre consapevole che un musicista ha anche delle responsabilità. Nel mio e nel nostro piccolo, con questo spettacolo, vogliamo portare al pubblico qualche cosa che possa sorprendere ed emozionare ancora…”. 

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