Tedua all'Ippodromo di Milano: il suo Paradiso è sul palco

Oltre 30mila fan per il rapper genovese, che si conferma tra i più forti nel live. Il racconto.
Tedua all'Ippodromo di Milano: il suo Paradiso è sul palco
Credits: Michele Aldeghi / Concessione in uso a Rockol

Non era affatto semplice dopo un tour nei palazzetti da oltre 100mila biglietti staccati, presentarsi all’Ippodromo Snai di San Siro e mettere in scena uno spettacolo efficace, legato all’immaginario di successo già creato, ma allo stesso tempo fresco e con delle novità, e tutto questo facendo dei numeri rilevanti.

Lo scettro

Il Paradiso, quello che Tedua ha pubblicato lo scorso maggio come deluxe del progetto discografico “La Divina Commedia”, e che a livello umano e di maturità artistica ha ricercato a lungo, anche soffrendo tra le incertezze della pandemia, è esattamente lì, su quel palco, davanti a più di 30mila fan nella prima data sold out di un doppio evento agli I-Days di cui è il primo headliner italiano. È una luce conquistata e meritata, frutto di lavoro e dedizione, è la chiusura di un ciclo: il rapper genovese, in tour quest'estate, si conferma uno dei più forti e completi nella dimensione live. E ci scherza anche su quando arriva sul palco Lazza con cui, tra i nomi di nuova generazione, si divide lo scettro: “Tolto quel mostro sacro di Salmo, la gente si scanna per decidere chi sia più forte tra me e Jacopo in concerto”, sorride Tedua. Lazza ghigna, si toglie un sassolino dalla scarpa e fa anche uno spoiler: “In tanti ultimamente ci hanno ribattezzato come ‘quelli diventati pop’: beh, stiamo per far uscire il banger più potente che abbiamo mai scritto”. Qui la nostra gallery fotografica. 

Impatto visivo

L’impostazione dello show è, ovviamente, quella già strutturata e rodata vista nei palazzetti: un dialogo costante tra la parte rap/urban e quella strumentale possibile grazie alla band e al coro. Ma non mancano delle novità. La scenografia è ridotta, come in tutte le dimensioni all’aperto ed estive, ma è tutt’altro che spoglia e al ribasso: al centro dello stage c’è una sorta di piccolo altare, i grandi ledwall proiettano visual evocativi a tema Paradiso e delle scale sospese in aria e in movimento, che ricordano le architetture magiche alla Giorgio de Chirico, portano lo spettatore dalle fiammate dell’Inferno al candore dell’Eden. Questo non voler tagliare sul fronte dell’impatto visivo, dimostra ancora una volta quanto l’artista riponga attenzione sul concetto di show a 360°. Ci sono anche nuove idee sonore, tutt’altro che scontate: su “Bagagli”, una delle tracce più belle e sincere della sua discografia, e su “Angelo custode”, cantata con la fuoriclasse Angelina Mango, per esempio, spuntano degli archi suonati dal vivo a rendere le canzoni ancora più forti ed emotive.

Scaletta incalzante

La scaletta è più incalzante, i brani a volte si spezzano, si susseguono uno dopo l’altro in modo giustamente più fluido e leggero rispetto ai palazzetti: Tedua tiene il palco con personalità, rappa in modo serrato sulla nuova “Kill Bill”, lascia andare le parole sulla sola chitarra acustica che dà il via a “Oc California” e duetta con “Annalisa”, che tecnicamente è una leonessa, su “Beatrice”. È credibile in tutto quello che fa e svetta anche quando divide il palco con i colleghi del mondo urban come Tony Effe, insufficiente, l’ottimo Kid Yugi, lo stiloso Sfera Ebbasta, oltre ai compagni pirateschi liguri Bresh, Disme e Vaz Tè. Peccato per l’assenza di Izi. “Il gruppo”, "la crew", il “collettivo” sono un altro aspetto centrale nella narrazione di Tedua. In mezzo a tutto ciò l’artista, che verso la fine del live è più disteso e chiacchierone, non dimentica il suo ruolo da “rapper motivazionale”, come ama definirsi: lancia messaggi contro l’odio sui social, chiede al pubblico di essere sempre educato e mai prepotente sull’onda di uno dei suoi mantra: “vi auguro che la vostra umiltà non si trasformi in insicurezza e che la vostra sicurezza non si trasformi in arroganza”.

Un tesoro tra la gente

I fan sono uno dei grandi tesori dell’artista ligure: basti pensare all’operazione nata dal basso, voluta dal suo Fan Club Ufficiale, che ha portato alla realizzazione di un pop up in cui poter vedere alcuni contenuti esclusivi. Nel pomeriggio le ragazze e i ragazzi in fila per visitarlo sono tantissimi. In apertura di serata, a impreziosire il primo giro di boa del doppio appuntamento di Tedua, spazio a 21Savage, uno dei rapper più apprezzati in America. Dopo essere salito sul palco con una maglia della Juventus creando il gelo, mette in scena una performance molto lineare che però non ha mai, realmente, dei picchi. Seppur sia stata criticata la scelta di averlo inserito prima di Tedua in ordine di uscita, il distacco tra i due, a livello performativo e di calore del pubblico, è apparso evidente. Nella finale “Outro La Divina Commedia”, cantata in mezzo alla gente, diventando una cosa sola con il suo pubblico, Tedua rappa: “Sto vicino al Paradiso, ormai vedo la porta. Sono riuscito a diventare un'altra persona. Una migliore, senza perdere la stoffa”. Senz’altro è diventato un artista migliore. E lo ha fatto rispettando se stesso, il suo pubblico e l’idea di arte che lo ha sempre guidato.

Intro La Divina Commedia
Angelo all’inferno
Lo sai
Paradiso artificiale con Kid Yugi
Eva con Kid Yugi
Lo-Fi 4U
La solitudine
Paradiso II
Sangue Misto + La legge del più forte + Buste della spesa
Kill Bill
Catrame con Lazza
Volgare con Lazza
Red Light
Soffierà
Oc California
Step by step con Bresh
Jolly Roger con Disme, Bresh e Vaz Tè
Blueface con Vaz Tè e Disme
Beatrice con Annalisa
Mare Calmo
Lingerie con Sfera Ebbasta
Hoe con Sfera Ebbasta
Malamente
Bagagli
Angelo custode con Angelina Mango
Wasabi 2.0 + Dimmi che c’è
Vertigini
Outro La Divina Commedia

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