Moreno: “Sono stato il Napoleone della scena rap: un esiliato”
L’ultimo album di Moreno risale al 2016, si tratta di “Slogan”. Il nuovo singolo, “Ah però soda” con Clementino e Ada Reina, appena uscito, segna un nuovo inizio per la sua carriera. “Sto lavorando a un nuovo album, questo è solo un primo tassello, per me è un ritorno, una rinascita”, ammette con entusiasmo il rapper genovese. Ma in mezzo, in questi otto anni, cosa è successo? Alcuni singoli, alcune collaborazioni, tanta televisione e show, ma soprattutto la necessità, dice Moreno, che i tempi maturassero.
“La mia partecipazione e vittoria ad Amici nel 2013 ha cambiato tutto – riavvolge il nastro il rapper – sono stato un capro espiatorio e un agnello sacrificale perché fui il primo. A me quella partecipazione non fu perdonata perché venivo da una scena rap molto diversa da quella di oggi, e anche il genere non aveva certo il successo di questi tempi. Io, vincendo, mi ritrovai con un pubblico completamente diverso rispetto a quello delle battle o del freestyle dove avevo raggiunto grandissimi traguardi…”. Componente del Ultimi AED, gruppo seminale per la scena rap genovese, campione di freestyle nella competizione Tecniche Perfette, Moreno si è trovato proiettato in un altro pianeta, quasi antitetico, in quegli anni, da quello in cui era cresciuto. E infatti il ragionamento prosegue: “Che i tempi siano cambiati lo sai da che cosa si capisce? Dai social. Ai rapper che finiscono o svettano nei talent oggi si fanno i complimenti. ‘Gli insulti ti pesano di meno quando si diventa adulti’, rappavo ad Amici su una versione di ‘‘O sole mio’. Beh, è andata proprio così. Io ho buttato giù dei muri, mi sono letteralmente sacrificato perché certe porte si aprissero, ma in quel periodo la situazione non era così chiara come lo è oggi. Forse doveva passare del tempo perché tutto si riappacificasse…a lungo mi sono sentito un esiliato, un Napoleone Bonaparte della scena rap”.
Ma non punta il dito. “Non ci sono colpe e responsabilità, in Italia funziona così: molti cambi di passo arrivano in ritardo…e vengono compresi in ritardo, io non ho rimpianti”, sottolinea. Cosa lo ha spinto a tornare? “Questo nuovo singolo per me è come ripartire per un viaggio, salire sul bus della scena rap e riprendere il mio posto – continua – avevo iniziato a lavorare da tempo su un ep, ma poi le canzoni sono aumentate e così, naturalmente, si è formata l’idea di un disco, che sarà ricco di sorprese. C’è una visione, c’è un nuovo team, ci sono tutti gli ingredienti giusti per fare bene. Ho lavorato duramente durante la pandemia, ho scritto tanto. E a darmi coraggio, paradossalmente, è stato il dissing di Baby Gang, a cui ho voluto rispondere. Ribattendo a lui, con le mie barre, è come se avessi risposto a tutti quelli che hanno avuto il mio nome in bocca in questi anni, screditandomi senza motivo. È stato uno sfogo che mi ha fatto capire che fosse giusto tornare a fare musica, ovvero quello che ho sempre amato”.