Addio a Keith LeBlanc. Aveva 70 anni
È morto il batterista e produttore Keith LeBlanc, che ha lavorato con artisti del calibro di Nine Inch Nails, Living Colour, Peter Gabriel, Cure e molti altri provenienti dal mondo hip hop.
La notizia è stata confermata tramite la sua etichetta On-U Sound. Non è stata fornita alcuna causa di morte.
"Tutti noi di On-U Sound abbiamo il cuore spezzato nel condividere la notizia della morte del grande Keith LeBlanc", hanno scritto sul loro sito web. "Un incredibile batterista, produttore e musicista anticonformista, ci mancherà moltissimo. Riposa in pace, Keith."
LeBlanc, che ha iniziato a suonare la batteria da bambino dopo aver visto Ringo Starr in televisione, ha avviato la sua carriera come turnista per la Sugarhill Records nei primi anni '80 registrando con i pionieri dell'hip hop: Grandmaster Flash e Melle Mel. Ha pubblicato diversi singoli ed è stato musicista di studio per la Tommy Boy Records. Ha inoltre militato nei gruppi Little Axe e Tackhead (in quest’ultimo collaborando con Adrian Sherwood).
Oltre al suo lavoro di scrittura e produzione con gli artisti sopra menzionati e oltre alle sue uscite da solista, LeBlanc è stato anche batterista e programmatore per una serie di altri nomi famosi: REM, Rolling Stones, Robert Palmer, Tina Turner, Bryan Ferry, Depeche Mode, Sinead O'Connor e Annie Lennox.
"Annie Lennox era davvero fantastica. È una vera cantante", ha detto LeBlanc in un'intervista del 2023. "Lei non faceva le cose automatiche, ma andava in studio, semplicemente centrava l'obiettivo proprio lì, con i musicisti. Quindi c'era molta collaborazione in quelle occasioni. Ha lasciato spazio a chi suonava, era davvero aperta e gentile. In fondo, affinché qualcosa sia davvero buono, deve essere davvero onesto. Non può esserci qualcosa di finto e buono. Deve essere realmente buono. E Annie ha lasciato spazio per quello."
Il suo singolo hip hop "No Sell Out", pubblicato nel 1983 e accreditato a Malcolm X, ha segnato uno dei primi utilizzi della composizione basata su campioni nella musica popolare, oltre ad essere la prima canzone hip hop a utilizzare la voce di Malcolm X per ragioni artistiche e politiche. Il brano è stato un successo, piazzandosi al n. 60 della UK Singles Chart e diventando il singolo della settimana per diverse importanti pubblicazioni musicali.
Keith LeBlanc ha avuto una propria etichetta discografica con la quale ha pubblicato musica, dischi di campionatura ed esperimenti.