Claver Gold: “Una deluxe senza lusso, ma con tanto contenuto”

Il rapper pubblica una nuova e sorprendente edizione di “Questo non è un cane”. L’intervista.
Claver Gold: “Una deluxe senza lusso, ma con tanto contenuto”

“Io so poco o nulla delle edizioni deluxe, nella mia vita ne ho ascoltate pochissime, sono sincero. Una che ricordo è quella di ‘Santeria’ di Marra e Guè. Il punto è che a me non interessava aggiungere solo dei brani, quelle sono regole di mercato e basta: la mia non vuole essere una deluxe con lusso, ma con contenuto. E, forse, non andrebbe neppure chiamata deluxe…”. Per capire le intenzioni di Claver Gold bisogna riavvolgere il nastro al 2022 quando uscì il suo album “Questo non è un cane”, che il prossimo 5 aprile verrà ripubblicato con tutti i brani del lavoro originale arricchiti da collaborazioni inedite svelate nell’arco di queste settimane. In pratica “Questo non è un cane/domo”, questo il titolo del nuovo progetto, contiene sì degli inediti, ma anche dei feat che vanno a inserirsi su canzoni già pubblicate, offrendo a esse nuovo vigore.

Una seconda vita

Non sono banali remix o operazioni similari, nella maggior parte dei casi pensate con il fine di compiacere il mercato e le piattaforme, ma pezzi che si “aprono”, sbocciano, diventano altro, pur mantenendo le radici storiche. È come se, magicamente, l’ultimo album solista del rapper marchigiano vivesse “una seconda volta”. Una scelta artistica, interessante e profonda. “Oggi i dischi hanno vita breve, si esauriscono nell’arco di poco tempo – racconta Claver Gold – ho cercato, in qualche modo, di rompere questa condizione. È troppo breve la vita di un album, di chiunque. E non mi appartiene neppure l’idea che ogni anno, più o meno, si debba sfornare un nuovo progetto. Questi ritmi non fanno per me. E così ho chiamato un po’ di persone e le ho coinvolte in questa idea”. Il Turco, Brenno Itani, Kenzie, SPH, Mattak, Danno & Kaos, Dutch Nazari, Djomi, Bleach, Chiky Realeza, Murubutu, Moder, Ugo Crepa vanno ad aggiungersi alla lista degli ospiti che erano già presenti nella prima versione. Il tutto trasmette un senso di “comunità”, di legame tra artisti, tutti vicini alle visioni e ai valori del rap underground.

Un branco

“Io solitamente non faccio tanti feat all’interno dei miei dischi, sono molto geloso – dice – per riaprire i pezzi dell’album quindi ho dovuto in primis individuare una serie di artisti e poi capire con loro su quale traccia lavorare. Ho cercato di farli gasare (sorride, ndr). Ad alcuni ho lasciato scegliere, tra una piccola selezione di due/tre, quale canzone volessero riaprire. Altri sono andati sulla loro preferita del disco, come Murubutu che in tempi non sospetti mi disse: la mia preferita è ‘Fragole e miele’. Il risultato finale è stato qualche cosa di molto forte, penso per esempio alle tracce arricchite da Dutch Nazari e Danno & Kaos, ne è uscito qualcosa di sorprendente, in primis per me”.

Canzoni come “I miei cani” e “Con i miei brothers” hanno fatto da apripista al nuovo concept. “Il disco originale era forse più focalizzato sulla mia persona, sull’idea di cane randagio nella scena, ma era necessario aprirsi, diventare un branco, per ospitare tanti altri nomi in questa nuova edizione – sottolinea il rapper – senz’altro anche un brano, fuori dalla comfort zone, più ironico, come ‘Con i miei brothers’ ha aiutato questo processo. Siamo tanti e variegati, tra passato e futuro. Quello che davvero mi premeva era far uscire una forza aggregativa, una ramificazione. Sono cresciuto con queste idee. Per me l’hip hop è questo”.

Un tour di "comunità"

Ma che cosa ha rappresentato “Questo non è un cane”? Prodotto da Gian Flores debuttò al quarto posto della classifica dei vinili più venduti in Italia. “Fu un’apertura, il disco ha senz’altro segnato un nuovo corso e una maturazione, mi ha permesso di entrare in un meccanismo più ampio anche a livello musicale, io sono ancora dentro quel vortice – ricorda Claver Gold – credo e spero che il pubblico lo abbia compreso. I live, tanti sold out in posti importanti, sono sempre un metro di giudizio, in questo senso sono stati, al netto della mia autocritica, un modo per farmi dire ‘sì, funziona’”. Ci sarà anche un nuovo tour per presentare questo nuovo capitolo: 20 aprile, Bologna, al Kindergarten; 5 maggio, Torino all’Hiroshima Mon Amour; 9 maggio, Roma a Largo Venue; 11 maggio, Lodi all’Idol Music Festival.

“In ogni data ci saranno degli ospiti – svela Claver Gold – faremo i pezzi in cui sono coinvolti, ma non solo. Lascerò che alcuni, i più giovani, aprano i live, e che altri ancora durante la serata facciano anche pezzi loro, non solo i feat con me”. Ed ecco che torna il concetto di “comunità”, di branco. “Sì, in effetti tutto questo non riguarda solo me – conclude – un tempo nel rap underground ci si incrociava solo per spaccarsi il culo nelle battle di freestyle. Oggi non è più così, c’è più fame e voglia di fare cose insieme, non c’è alcuna invidia, non c’è rivalità. Ed è un ottimo segnale, la fratellanza va potenziata”.

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