La partita di calcio argentino commentata con l’autotune

Il video, esilarante, è diventato virale. E no, al microfono non c’era un trapper.

Un incidente o una scelta voluta? Gli utenti, sui social, se lo sono chiesto per due giorni, condividendo i video - esilaranti - diventati subito virale, permettendo alle immagini di una partita che dire minore è dir poco del calcio argentino di fare il giro del mondo. Il match è in questione è quello tra Excursionistas e Argentino De Merlo, due squadre della provincia di Buenos Aires, entrambe impegnate nel Primera B Reserva, torneo che - come il nome stesso della competizione lascia intuire - è riservato ai giocatori che non fanno parte delle prime squadre. Perché in un modo o nell’altro passerà alla storia? Perché la telecronaca è stata fatta utilizzando l’autotune, il software di manipolazione audio creato nel 1997 dalla Antares Audio Technologies che permette di correggere l'intonazione o mascherare piccoli errori o imperfezioni nell’esecuzione, ormai diffusissimo nel rap (ma non solo). La clip del primo goal dell’incontro, con la voce distorta del telecronista (“GooOoooOooOlazo!”) che enfatizza la prodezza di Scaramuzzi, autore della rete che ha permesso all’Excursionistas di passare in vantaggio nel derby, è finita ovunque, permettendo al match di diventare quasi più chiacchierato dell’incontro di FA Cup tra Manchester United e Liverpool della scorsa domenica.

No, a commentare la partita non c’era Bizarrap, la star della trap argentina, che con i pezzi pubblicati insieme a Rauw Alekandro, Nicki Nicole e Shakira (c’era il suo zampino dietro la revenge song dedicata a Piqué che ha permesso alla voce di “Waka waka” di tornare a dominare le classifiche), ma un giovane telecronista, Santiago Ulacia, mandato a commentare l'incontro per i canali ufficiali dell’Excursionistas Reserves direttamente dal piccolo stadio casalingo della squadra, alla presenza dei pochi spettatori presenti sugli spalti (per lo più parenti dei giocatori e amici).

Ulacia, che mentre commentava la partita si è ritrovato centinaia di messaggi di amici e colleghi sul cellulare, ignorando del tutto il motivo per il quale gli scrivevano, ha ricostruito l’episodio sui social: “Non mi rendevo conto di cosa fosse successo: poi mi sono accorto alla fine del primo tempo che era attivo sulla consolle l’effetto autotune”, ha raccontato.

Su Reddit in molti si esaltano: “Dovrebbe essere il nuovo standard”, scrive un utente. “Non sapevo di aver bisogno che T-Pain mi commentasse una partita”, ha ironizzato un altro, citando il rapper statunitense, conosciuto per aver reso l’uso dell’autotune popolare nel mondo dell’hip hop e della musica più in generale. Se Cher lo sperimentò già nel 1998 per la hit “Believe”, T-Pain - vero nome Faheem Rashad Najm, classe 1984, considerato uno degli artisti di culto della scena rap d’oltreoceano - cominciò ad usare sistematicamente il software della Antares Audio Technologies a partire dal 2003: raccontò di essere letteralmente andato in fissa con lo strumento dopo aver ascoltato il remix di Darkchild di “If you had my love” di Jennifer Lopez, che prevedeva un leggeto utilizzo del “correttore”. Jay-Z in “DOA (Death of Auto-Tune)” lanciò una frecciatina a T-Pain, accusandolo di essere il responsabile numero uno della degenerazione del rap statunitense: “Tornate a fare rap, state t-painando troppo”. T-Pain non si è scomposto: ha continuato ostinatamente ad utilizzare l’autotune nei suoi pezzi, lanciando nel 2010 pure un’app per iPhone, I Am T-Pain, che consentiva a chiunque di mascherare la propria voce con l’autotune. Tornando all’incidente di cui si è reso protagonista Ulacia, c’è già chi parla della nascita di una nuova forma d’arte: “Quando uscirà l’album?”, ha domandato, sempre con ironia, un altro utente su Reddit.

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