8 marzo: otto donne cantate da Leonard Cohen

Raccontate da Massimo Cotto
8 marzo: otto donne cantate da Leonard Cohen
Credits: Sebastiano Tomà / Concessione in uso a Rockol

FAMOUS BLUE RAINCOAT
Musica e parole di Leonard Cohen

Cohen acquista il famoso impermeabile blu a Londra, dove arriva nel 1959, dopo aver ricevuto una sovvenzione di 2000 dollari dal Canada Council for the Arts. Alloggia in una pensione a tre piani ad Hampstead. La proprietaria, Stella Pullman, è appassionata di letteratura e offre a Leonard un’opportunità che sembra uscire di peso da un film e non appartenere alla vita reale: se scriverà almeno tre pagine al giorno del romanzo che dice di avere in mente, lei non gli farà pagare l’affitto. La generosità della donna è la molla per dare a Cohen quello che gli manca: ordine e disciplina.

Cohen esce subito dalla pensione per comprare una vecchia Olivetti Lettera 22 di color verde, che avrebbe utilizzato per anni e che sarà immortalata anche sulle copertine dei suoi dischi. Di ritorno alla pensione, si ferma da Burberry e compra "the famous blue raincoat", che rimarrà con lui fino al 1968, anno in cui gli sarà rubato in un loft di New York, e che ispirerà una delle più belle canzoni della sua parabola artistica. È la storia di un triangolo dove però il sentimento verso l’antagonista è d’amore, non di odio: “E cosa posso dirti fratello mio, mio assassino / cos’altro posso dirti? / Forse che mi manchi, forse che ti ho perdonato / che sono felice che mi hai sbarrato la strada”. Lei è Jane, che rimane con Leonard (l’ultimo verso termina con la firma: “sincerely, L.Cohen”), ma resta per sempre innamorata dell’uomo dall’impermeabile blu.


SO LONG, MARIANNE
Musica e parole di Leonard Cohen

Lei è Marianne Ihlen, bellissima modella di Oslo. Leonard la conosce a Idra, isola bellissima e selvaggia nel golfo di Saronico, sul mar Egeo, vicina al Peloponneso.  Non c’è luce elettrica né acqua corrente. Non ci sono automobili, solo asini e muli. L’unica discoteca della zona diffonde musica con un giradischi a pile. Il 27 settembre 1960, dopo aver ricevuto una lettera che lo informa della morte della nonna e di un’eredità di 1500 dollari, Leonard Cohen compra una casa a Idra. Il prete va a benedirla con una candela, un’anziana vicina tutte le mattine si presenta per lavare i piatti e fare le pulizie. Leonard capisce di essere stato accettato dalla comunità quando riceve visite regolari dallo spazzino e dal suo asino. Manca un solo elemento in quel quadro idilliaco.

Arriva quando Leonard incontra Marianne. I due si innamorano e vanno a vivere insieme. La si può vedere nel retro di copertina di "Songs From A Room". A lei, malata da tempo e con poco da vivere, Cohen scriverà una meravigliosa e struggente lettera che diceva, tra l’altro: “Non ho mai dimenticato il tuo amore e la tua bellezza. Ci vediamo tra poco in fondo al viale”.

 

SUZANNE
Musica e parole di Leonard Cohen

Leonard incontra Suzanne Verdal, la ragazza per cui scriverà non la sua canzone più bella, ma la sua canzone più famosa, a A Le Bistro, Montreal, in una serata di gelo e pioggia. Quando i due si conoscono, lei ha appena 17 anni, frequenta le gallerie d’arte, scrive versi poetici e, soprattutto, danza. Per pagarsi le lezioni, di giorno lavora, e poi, la sera, trascorre tutto il tempo possibile, fino all’alba se si presenta l’occasione, a parlare di arte e bellezza. E a ballare. Il suo posto preferito è Le Vieux Moulin, dove una notte incontra Armand Vaillancourt, scultore, uomo bellissimo di tre lustri più vecchio di Suzanne e, particolare importante, amico di Leonard. Suzanne e Armand si innamorano, poi si lasciano. È allora che decide di affittare un vecchio appartamento nella città vecchia di Montreal, dove invita gli amici e serve loro tè al gelsomino, oppure tè nero Constant Comment, piccoli mandaranci e lychees comprati a Chinatown.

Nasce un’amicizia (e nulla più) con Leonard. Suzanne lo porta lungo il fiume San Lorenzo, alle spalle di Notre-Dame-de-Bon-Secours, dove i marinai vanno a chiedere protezione (“and Jesus was a sailor…”) e dove la Madonna guarda il mare e non la strada. I due parlano e si trovano sulla stessa lunghezza d’onda (“she gets you on her wavelenght…"). Cohen scrive per lei due poesie, la prima nel 1965 apparirà in "Parasites Of Heaven" (1966). 
Curiosità: la prima versione di "Suzanne è più fisica", quasi hard, ma non priva di ironia: 
“Suzanne porta un giubbotto di cuoio / i suoi seni tendono al marmo / il traffico si blocca / la gente cade dalle macchine”. 

 

SEEMS SO LONG AGO, NANCY
Musica e parole di Leonard Cohen

Anche se molti all’inizio pensano che la protagonista della canzone sia Marilyn Monroe, Nancy è una ragazza realmente esistita e che Cohen ha conosciuto. Viveva a Montreal, proveniva da una famiglia altolocata (i suoi erano membri del Parlamento e della Suprema Corte di Giustizia), era fragile e disperata, soprattutto dopo che aveva avuto un bambino da una relazione passeggera e i genitori avevano deciso di dare il piccolo in affido per evitare lo scandalo.

Dopo ripetuti ricoveri in cliniche psichiatriche, Nancy, incapace di sopportare la lontananza da suo figlio, si era uccisa, a soli 21 anni, sparandosi alla tempia, nel bagno dei genitori, con la pistola del fratello. Successe perché, come dirà Cohen in un concerto a Francoforte, nel 1972, “non ci fu nessuno che seppe dirle quello che sto per cantare in questa canzone”. Memorabile la versione di Fabrizio De André.

 

CHELSEA HOTEL #2
Musica e parole di Leonard Cohen

"Chelsea Hotel # 2" rievoca l’incontro con Janis Joplin al Chelsea Hotel. Cohen cominciò a scriverla nel bar di un ristorante polinesiano di Miami, nel 1971, e la finì ad Asmara, in Etiopia. Durante un viaggio aereo da New York a Shannon, in Irlanda, Cohen si fece aiutare per gli ultimi ritocchi da Ron Cornelius, chitarrista fidato e suo band leader in quattro album. Qui le versioni sul suo apporto differiscono: Ron dice che il brano è stato interamente scritto durante quel volo e che il # 2 del titolo è un piccolo inganno di Cohen, che gli fece credere di aver realizzato per il disco una seconda versione, molto diversa da quella concepita in aereo; Leonard sostiene invece di aver preso dall’amico solo un cambio di accordi e che il brano s’intitola "Chelsea Hotel #2" perché racconta un incontro tra lui e Janis Joplin avvenuto realmente al Chelsea Hotel, e che si tratta dunque di un brano che vuole far rivivere un evento per una seconda volta.


La prima versione era meno struggente e lirica e più concreta; conteneva anche una strofa in cui Cohen raccontava particolari piccanti del loro incontro, a partire dai versi che Janis faceva durante l’amplesso.
“A great surprise laying with you, baby / Making your sweet little sound / See all your tickets torn on the ground / All of your clothes and no piece to cover you” (Una grande sorpresa giacere con te, piccola / Mentre produci quel dolce breve suono / Vedere tutti i tuoi biglietti stracciati a terra / Tutti i tuoi vestiti e nessuno a coprirti).

 

JOAN OF ARC
Musica e parole di Leonard Cohen

Il poeta Cohen ha occhi soprattutto per l’amore. Contrariamente a molti colleghi, però, Cohen canta raramente l’amore perduto, semmai l’amore che non è mai arrivato (“ho sprecato metà della mia vita / in attesa del miracolo a venire”, canta in "Waiting For The Miracle") e il male di vivere l’amore durante (“io stesso bramavo amore e luce / ma deve giungere così crudele – oh, così accecante?”, "Joan Of Arc").

La storia di Giovanna D’Arco, anche questa tradotta in modo sublime da Fabrizio De André, contiene alcune delle immagini migliori dell’intero arco poetico di Cohen. Come ha confermato lo stesso Cohen, all’interno ci sono due donne: Giovanna D’Arco e Nico, di cui Leonard era profondamente innamorato. La sua immagine altera e distaccata, “a cold and lonesome heroine”, gli fece venire in mente un’altra eroina, la cui storia era perfetta da raccontare. Personalmente trovo ancora più bella la versione a due voci proposta da Cohen e Jennifer Warnes sull’album "Famous Blue Raincoat".

 

SISTERS OF MERCY
Musica e parole di Leonard Cohen

Le due sorelle della misericordia si chiamano Barbara e Lorraine. Leonard le incontra a Edmonton, probabilmente nel 1967 (lo stesso Cohen è incerto sull’anno). Mentre cammina, in una serata gelida e innevata, vede le due ragazze che si riparano dal freddo in un androne. Lo invitano a unirsi a loro. Finiscono in breve nella camera d’hotel di Cohen, dove però non accade nulla di quello che si potrebbe immaginare.

Le ragazze si addormentano e Cohen è costretto a riporre “ogni possibile fantasia sessuale che avevo coltivato entrando in stanza”. Incapace di addormentarsi, scrive una canzone guardando la luce che entra dalla finestra illuminare le ragazze e i suoi sogni.

 

ALEXANDRA LEAVING
Musica e parole di Leonard Cohen

Cohen si è ispirato a una poesia dal titolo "The God Abandons Antony", scritta da Constantinos Kavafis, uno dei maggiori poeti greci della modernità, nato ad Alessandria d’Egitto, dove ha trascorso gli anni migliori della sua vita. Cominciò a lavorare a quella traduzione nel 1985, senza esserne mai soddisfatto. C’era qualcosa che gli sfuggiva, che non riusciva a catturare. Un giorno, la rivelazione, quando Alessandria città si trasformò in Alessandra donna.

Come ha dichiarato lo stesso Cohen: “Non potevo dire addio ad Alessandria, perché non ci ho mai vissuto, ma potevo agilmente dire addio ad Alessandra che se ne andava, perché quel nome ha un significato per me”. Uno dei tanti brani, costruiti ogni volta da una diversa angolazione, dove a essere celebrato è il senso dell’abbandono e del distacco, traumatico, ma ineluttabile.

 

Testi di Massimo Cotto, che ha pubblicato due libri su Leonard Cohen: "I famosi impermeabili blu: Leonard Cohen. Storie, interviste e testimonianze" e "Canzoni da una stanza".
 

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