Gemitaiz e la saga di “Quello che vi consiglio”
A tre anni dall’ultimo volume, Gemitaiz, venerdì 15 dicembre, pubblica “QVC10 - quello che vi consiglio vol. 10”. Il decimo capitolo della saga più longeva del rap italiano. Sono ventidue le tracce che compongono questo mixtape curato dal rapper romano e, c’è da scommetterci, ricco di sperimentazione. Nel decimo episodio vediamo la partecipazione di artisti come: Jay1, Fabri Fibra, MadMan, MV Killa, Yung Snapp, Ketama126, Emis Killa, Guè, Massimo Pericolo, Nayt, Jake La Furia, Franco126, Lil Kvneki, Ensi, Nerone, Vegas Jones, Jack The Smoker, Rome Fortune, Dj Shocca. Alle produzioni, invece, oltre allo stesso Gemitaiz, troviamo: Mixer T, Sine, PK, 2P, Ombra, Yung Snapp, Il Tre Beats, Frenetik&Orang3, Adma, Dj Shocca, Mace.
Sperimentatore e artista che milita sempre nel campionato hip hop a 360°, senza annacquamenti, Gemitaiz è senza briglie e padroni: gioca con la musica, il livello delle produzioni è sempre molto alto, passando da un brano in cui domina l’ego-trip a un pezzo più viscerale in cui si mette a nudo. “Quello che vi consiglio”, di cui il primo squillo è uscito nel 2009, ha una bellissima storia che di fatto mostra l’evoluzione, non solo della musica del rapper romano, ma anche della storia del mixtape in Italia. “Ogni volume nasce dall’esigenza di scrivere ed esprimermi in maniera differente da un disco ufficiale, per mantenere la magia degli inizi, quando è cominciata. Gli ultimi gradini percorsi però sono più alti, perché la musica è tutta inedita e ci sono diverse canzoni prodotte da me medesimo, è la prima volta che succede. Una rinascita”, ci aveva raccontato in occasione dell’uscita del 9° capitolo.
Il punto di forza della saga di mixtape “Qvc” è sempre stata la combinazione tra leggerezza, atmosfere incalzanti, liriche d'intrattenimento ed esercizi tecnici e stilistici, ai quali facevano da contraltare brani più impegnativi, introspettivi, spesso malinconici, nei primi capitoli anche di protesta sociale. Il tutto su musiche curate nel dettaglio, talvolta anche realizzate con strumenti. La definizione precisa di mixtape, dagli anni settanta in poi, è mutata nel corso della storia, soprattutto grazie al mondo hip-hop dove questo tipo di formato ha sempre trovato terreno fertile. Nati in un primo momento come compilation di tracce selezionate dai dj per integrare le selezioni di radio e club, nel corso degli anni i mixtape si sono trasformati, diventando prodotti svincolati dalle logiche discografiche in cui diversi artisti rappavano su beat conosciuti, magari campionando delle hit, per poi arrivare, con il tempo, a inserire anche beat inediti di diversi produttori coinvolti. Hanno mutato anche forma, passando da cassetta a cd fino a musica liquida.
L’iniziale indipendenza e autonomia rispetto alle label si è sgretolata, facendo cadere un’altra colonna caratterizzante dei mixtape, appoggiandosi poi alle major. Basti pensare che i primi mixtape, storicamente, seguendo un percorso alternativo al mercato musicale, non venivano neppure distribuiti nei negozi, ma arrivavano al pubblico grazie al passaggio mano a mano di cassettine e poi cd. Un po’come se oggi un mixtape non venisse diffuso su Spotify. Questa evoluzione, e anche confusione sulla definizione stessa, ha portato molti artisti oggi ad annunciare mixtape che all’ascolto, però, sembrano album fatti e finiti. Nel caso della saga di “Quello che vi consiglio”, anch’essa senza dubbio ha cambiato forma e struttura nel tempo, rimane però l’essenza originaria nel concetto di vera sperimentazione e di coinvolgimento di tanti artisti: Gemitaiz ha creato e tiene in vita qualche cosa di unico e longevo.