Robbie Williams non è riuscito ad ottenere il primo posto nella nuova classifica britannica dei singoli con "Tripping": il primo estratto da "Intensive care" ha esaurito la sua spinta al numero 2. I commentatori del Regno Unito si sono disuniti; per alcuni "Tripping" è una canzone "molto inventiva", per altri "un suicidio commerciale". Sul trono rimane la canzone che già vi sedeva la scorsa settimana, "Push the button" delle Sugababes. E, mentre "Don't cha" delle Pussycat Dolls arretra dal 2 al 3, sul 4 c'è una nuova entrata. Si tratta di "Precious" dei Depeche Mode, che per il trio di Basildon è, con "People are people" del 1984 e "Barrel of a gun" del 1997, il miglior risultato. Non è un errore: nonostante i Depeche siano in pista da un quarto di secolo, nelle chart dei singoli della Gran Bretagna la band non è mai riuscita a penetrare in Top 3. "We be burnin'" di Sean Paul passa dal 3 al 5, "Gold digger" di Kanye West dal 4 al 6. Buono il posizionamento dei Bloc Party, che fanno debuttare al 7 la loro nuova "Two more years". I Liberty X arretrano dal 5 all'8 con "Song 4 lovers", entra al 9 "Get your number/Shake it off" di Mariah Carey, chiude al 10 "Bad day" di Daniel Powter. Manca di poco (11) l'aggancio alla Top 10 "I don't care", che segna il ritorno di Ricky Martin dopo quattro anni.
Per quanto riguarda gli album, non sorprende l'ingresso direttamente al vertice dei Franz Ferdinand con il loro secondo album "You could have it so much better". Il disco dei ragazzi di Glasgow fa scendere sulla piazza d'onore la regina della scorsa settimana, Katie Melua con il suo "Piece by piece". Il resto della chart è piuttosto ingessato. Fermo al 3 c'è "Back to Bedlam" di James Blunt, "Life in slow motion" di David Gray scende dal 2 al 4, non si muove dal 5 "Eye to the telescope" di KT Tunstall, sale dal 9 al 6 "Breakaway" di Kelly Clarkson, rimane al 7 "Guilty too" di Barbra Streisand e rimane all'8 "Late registration" di Kanye West. Ultima new entry è, al 9, "Rock swings" di Paul Anka; chiude "Catching tales" di Jamie Cullum. La compilation "Working class hero-The definitive" di John Lennon entra al numero 11, mentre al 13 debutta "All the right reasons" dei Nickelback, che invece negli USA si trova in prima posizione. "Singles" dei New Order spunta al 14, scivola dal 6 al 16 "Have a nice day" dei Bon Jovi.
Per quanto riguarda gli album, non sorprende l'ingresso direttamente al vertice dei Franz Ferdinand con il loro secondo album "You could have it so much better". Il disco dei ragazzi di Glasgow fa scendere sulla piazza d'onore la regina della scorsa settimana, Katie Melua con il suo "Piece by piece". Il resto della chart è piuttosto ingessato. Fermo al 3 c'è "Back to Bedlam" di James Blunt, "Life in slow motion" di David Gray scende dal 2 al 4, non si muove dal 5 "Eye to the telescope" di KT Tunstall, sale dal 9 al 6 "Breakaway" di Kelly Clarkson, rimane al 7 "Guilty too" di Barbra Streisand e rimane all'8 "Late registration" di Kanye West. Ultima new entry è, al 9, "Rock swings" di Paul Anka; chiude "Catching tales" di Jamie Cullum. La compilation "Working class hero-The definitive" di John Lennon entra al numero 11, mentre al 13 debutta "All the right reasons" dei Nickelback, che invece negli USA si trova in prima posizione. "Singles" dei New Order spunta al 14, scivola dal 6 al 16 "Have a nice day" dei Bon Jovi.
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