È mancato oggi, 21 ottobre Sergio Staino : disegnatore, fumettista e regista, noto soprattutto per il personaggio Bobo”, pubblicato per la prima volta nel 1979 sulla rivista Linus diretta da Oreste Del Buono. Staino, in questa foto ritratto da Renzo Chiesa assieme a Sergio Sacchi, era presidente del Club Tenco, che è in pieno svolgimento in questi giorni a Sanremo. Staino, 83 anni, era malato da tempo.

A pochi giorni dalla nomina di presidente, avvenuta nel 2020, Sergio Staino, interrogato da una giornalista che gli chiedeva “Com’è che un fumettista è diventato presidente del Tenco?”, aveva risposto: “Non sono presidente, la dicitura esatta è rappresentante legale! Dopo la morte di Amilcare Rambaldi si è deciso di non nominare più nessuno come Presidente”.
Il merito di questo fortunato incontro, come Staino spesso raccontava, fu di Paolo Conte:
Fu lui che nel 1981 mi portò per la prima volta a Sanremo. Gli avevo dedicato e regalato dei disegni e lui volle ringraziarmi portandomi al Premio Tenco. Fui folgorato perché scoprii un mondo meraviglioso, fatto di gente bella, colta e disinteressata. Ho fatto amicizia con tutta questa strana confraternita: Francesco Guccini, Roberto Vecchioni, Michele Serra, Carlin Petrini, Milo Manara, Andrea Pazienza. E nel 2016 ricevetti anche il Premio Tenco come operatore culturale (...) All’improvviso cercavano un responsabile conosciuto a livello nazionale e io ho accettato con entusiasmo perché so quanta serietà c’è dietro questa organizzazione”.
Questo il ricordo di Francesco Maccario del Club Tenco: “Sergio Staino è stato negli anni una presenza costante, un po’ per i suoi disegni, i suoi stupendi cartoni, che ci immortalavano e poi per il fatto che ci ha sempre rappresentato, era una persona molto colta, molto capace, amava tanto la musica. Poi quando è diventato presidente del Tenco nel 2020 ci ha dato una sterzata di cui avevamo veramente bisogno. Ci mancherà tantissimo perché sono persone irrimpiazzabili, sia dal punto di vista affettivo che per noi è una mancanza enorme perché abbiamo proprio vissuto veramente insieme, viaggiando insieme andando a casa sua e anche dal punto di vista organizzativo, di idee, lui era più avanti di tutti c’è poco da fare, era sempre più avanti, perciò per quanto si possa essere preparati è una perdita pesante.”