Mick Jagger: "E l'anno prossimo un tour"
Nell'intervista firmata da Simona Orlando su "Repubblica" di oggi, Mick Jagger racconta alcune curiosità finora inedite.
Con Paul McCartney siete finiti a fare un pezzo punk, "Bite my head off".
«Sì, è un pezzo davvero punk! Quando Andy (il produttore ndr) ha proposto che Paul suonasse su quel pezzo superveloce e energico, non ero convinto. Per Paul pensavo più ad una ballata. Mi chiedevo: “Ma siamo sicuri che gli piaccia una roba simile? Be’, lo ha adorato, ed è stato bravissimo. L’ha imparata in una sola take. È un musicista dall’apprendimento rapido. Mi sono divertito un mondo. L’altro pezzo che abbiamo registrato con lui sarà nel prossimo disco».
Un nuovo disco?
«Abbiamo almeno undici tracce buone, uscite durante le stesse session, e parecchio materiale in cui suona Charlie Watts. Sarebbe felice di sapere che continuiamo».
Con Stevie Wonder avete improvvisato anche “Satisfaction”?
«Sì, lui ha iniziato a suonarla come un pianista da piano bar, e io ho l’ho cantata nello stesso stile, da cocktail. Ci ho fatto un video con il telefono. Uno spasso. Nel 1972 apriva i nostri concerti. Ci siamo ricordati di una sera alla fine di quel tour. Facemmo un medley di "Uptight"/"Satisfaction", saltellammo come molle sul palco e ci tirammo torte in faccia. Molto ingiusto verso Stevie (ride)».
Lady Gaga in studio era ai suoi piedi.
«Non era troppo sicura di sé all’inizio. Seduta a terra, gambe incrociate, faceva solo vocalizzi, poi le ho dato il mio iPad con il testo e ha tirato fuori una gran voce».
Elton John è una presenza discreta in due brani. In Colorado, nel 1975, salì sul palco con voi per fare “Honk Tonk Women” e non scese più, facendovi infuriare.
«Ah no! (ride) stavolta è stato molto disciplinato. Volevamo qualcuno che suonasse un piano woogie-boogie, non cercavamo l’Elton delle ballatone o delle grandi intro, e lui, a sorpresa, è stato felicissimo. Mi ha detto: “Sai, è così che ho iniziato, ero un turnista, nemmeno cantavo”».
“Rolling Stone Blues” è un tuffo nelle radici.
«Andy ha cercato la chitarra che aveva usato Robert Johnson, credo anni 30. Non era affatto facile da suonare per Keith, molto dura. A me suona come qualsiasi altra. Abbiamo inciso quel brano su nastro, non su file. Se ascolti dal cellulare magari non senti nemmeno la differenza. La gente non lo sa, ma sono ricercatezze su cui noi Stones passiamo del tempo».
Pianificate un tour?
«Sì, per l’anno prossimo, anche se non abbiamo ancora prenotato nessuno spazio».
Stadi, o una meno faticosa residenza in teatro?
«Probabilmente posti grandi».