Damned, una band che è entrata nella storia

La band inglese ha pubblicato il primo 45 giri e il primo album unanimemente considerati punk
Damned, una band che è entrata nella storia
Credits: Sacha Lecca

I Damned sono di diritto nella storia del rock per aver pubblicato il primo 45 giri e il primo album unanimemente considerati punk (“New rose”, nel 1976, e “Damned Damned Damned”, nel 1977). Il gruppo all'epoca era formato da Dave Vanian (voce), Brian James (chitarra), Rat Scabies, (batteria) e Captain Sensible (basso). Nel tempo si sono succeduti vari cambi di formazione, l'unico a non lasciare praticamente mai il gruppo è stato Vanian, vero nome David Lett, che oggi compie 67 anni. Ora, del gruppo originario, a Vanian si è riunito Captain Sensible e lo scorso mese di aprile è stato pubblicato l'album "Darkadelic". Nelle prossime righe ne riportiamo la recensione scritta per noi da Simöne Gall.

Qualche mese fa, in vista della tappa milanese all’Alcatraz della storica punk band britannica, chi scrive aveva raggiunto per un’intervista “esclusiva” uno dei suoi membri storici, il sempre vigile Captain Sensible, bassista (poi chitarrista) del gruppo, instancabilmente in attività sin dai tempi dell’esplosione del punk rock, che i Damned stessi forgiarono anticipando l’avvento dei Sex Pistols con il singolo ‘New Rose’. E se i loro ‘Damned Damned Damned’ e ‘Machine Gun Etiquette’ restano dei capisaldi di quel genere (un po’ meno l’album intermedio, ‘Music For Pleasure’, prodotto dal batterista dei Pink Floyd Nick Mason), lavori susseguenti come il ‘Black Album’ e soprattutto il bellissimo ‘Phantasmagoria’ (cui Sensible tuttavia non partecipò) poterono prosperare maggiormente nel contesto del gothic rock, di cui ancora i Damned furono a modo loro precursori. E non solo sul piano sonoro: basterebbe dare un’occhiata alle varie acconciature adottate dal leader Dave Vanian o al modo in cui questi era solito imbellettarsi il viso.

L’anzidetto istrionico frontman, che influenzò persino Dave Gahan dei Depeche Mode (da notare, tra l’altro, la curiosa assonanza fra i due cognomi), avrebbe poi preso in sposa la divina Patricia Morrison, la stessa che sul finire degli anni Ottanta fece coppia artistica con Andrew Eldritch nei Sisters Of Mercy. La Morrison vi suonò il basso nel periodo di maggior successo della formazione, quello del capolavoro ‘Flood’ (capolavoro al pari di ‘First And Last And Always’, ovvio), il medesimo album dov’è contenuta la splendida “Lucretia My Reflection”, elegia dark firmata da Eldritch in dedica alla stessa Morrison (la quale prima dei Sisters fece parte dei Gun Club e successivamente, per un periodo, anche degli stessi Damned).

Nel corso della nostra chiacchierata, Captain aveva rivelato alcune chicche sull’imminente nuovo album della sua band, ‘Darkadelic’. Ad esempio che le registrazioni erano iniziate in uno studio abbastanza laccato di Londra, ma che dopo aver impiegato la maggior parte del budget a loro disposizione in ristoranti, tra una pausa e l’altra dalle sessioni, il quartetto era stato costretto a ripiegare sull’utilizzo del “garage di qualcuno” per terminare ‘Darkadelic’ (del resto, parole sue, i Damned sarebbero sempre stati, in un certo senso, “una fottuta garage band”).

Ma a dispetto di tutto ciò, il nuovo lavoro presenta una sistemazione dei suoni molto ben livellata, strutturata e graffiante, soprattutto. Difficile non rimanere deliziati dalle varie tracce (della cui composizione si sono occupati per una metà Dave Vanian, per l’altra Captain Sensible - ma in mezzo ci ha messo del suo anche il bassista di lunga data Paul Gray), che con grande enfasi e abilità esecutiva (e complessità, anche - rispetto al precedente ‘Evil Spirits’, uscito cinque anni fa, qui sembra esserci ancora più sostanza) si susseguono riportando in essere lo spirito ombroso dei Damned anni Ottanta, più che Settanta. “Bad Weather Girl”, “Western Promise”, “Wake The Dead”, sono tutte indicative di una band il cui percorso continua a restare in salita (in studio come sul palco - chi li ha visti dal vivo di recente lo può testimoniare). E ne è ulteriore prova l’aggressività composita di “You’re Gonna Realise”, di cui è appena stato realizzato un nuovo videoclip, il terzo, cronologicamente, dopo quelli già prodotti nei mesi scorsi per “Beware Of The Clown”, in sé uno dei momenti salienti di ‘Darkadelic’, e “The Invisible Man”, che no, non è una cover in salsa punk dei Queen, bensì un altro esempio appetibile di ciò che una band così longeva come lo sono i Damned può essere ancora in grado di fare senza risultare inutilmente monotona.

La copertina del disco, che esce per earMusic (la stessa che ha in custodia vecchie glorie come Alice Cooper e Deep Purple), presenta toni dal retrogusto kitsch, mettendo al centro un’immagine un po’ abbuiata dei quattro Damned che emergono ognuno vorticosamente dal logo del titolo dell’album, logo che riprende il caratteristico font della famosa Hollywood Sign. Un’idea visiva un po’ povera, potrebbe forse apparire così dall’esterno, ma del resto ti puoi permettere quello che vuoi, se sei consapevole di essere ormai entrato nella storia.

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