Squid: un nuovo disco nato sul palco in modo libero e folle

La band, una delle migliori della scena Uk, torna con “O Monolith”.
Squid: un nuovo disco nato sul palco in modo libero e folle
Credits: Studio UJ

Mischiano jazz, rock, psichedelia e suoni ambientali in un mix corroborante che a tratti toglie il fiato ed è di difficile interpretazione. Per questo oggi sono una delle band più interessanti della scena del Regno Unito. Gli Squid hanno iniziato a lavorare su “O Monolith”, il loro nuovo album in uscita il 9 giugno, solo due settimane dopo l’uscita di “Bright Green Field”, mentre erano in tour nel 2021. “Senza quella tournée non avremmo avuto nessuno di questi brani”, dice il batterista e cantante Ollie Judge, parlando degli spettacoli da seduti con distanziamento sociale che gli hanno permesso di testare la musica in corso d’opera. “La gente era così impaziente di ascoltare canzoni dal vivo che abbiamo pensato di poter suonare qualsiasi cosa, anche se incompiuta. In una forma o nell’altra abbiamo eseguito circa l’80% di ‘O Monolith’, per lo più senza testo, in quelle situazioni”, ricorda l’artista.

Le canzoni hanno continuato a crescere nelle sale prove di Bristol, dove la band risiedeva all’epoca, e infine nei lussuosi studi Real World di Peter Gabriel nel Wiltshire. Questo cambiamento di ambiente ha spinto ulteriormente lo sviluppo del suono del gruppo da un post-punk claustrofobico a qualcosa di più libero e spazioso. Anche l’ambiente circostante lo studio ha avuto un’influenza palpabile. Sebbene siano originari di Brighton e ora risiedano a sud di Londra, ogni membro della formazione ha un forte legame con il West Country, che si è approfondito durante il processo di registrazione. “C’è un tema ricorrente che riguarda il rapporto tra le persone e l’ambiente”, sottolinea la band. Poi gli Squid proseguono: ci sono allusioni al mondo in cui ci siamo immersi, all’emergenza ambientale, al ruolo della domesticità e allo sfasamento che si prova quando si è lontani per molto tempo”. Elementi di musica folk britannica sono stati naturalmente inseriti in alcune canzoni e sono state incluse registrazioni ambientali dell’area circostante lo studio. Tra i collaboratori figurano Martha Skye Murphy, dopo la sua apparizione in “Narrator” di “Bright Green Field”, Roger Bolton, che si occupa dei campionatori.

Prodotto dal collaboratore di lunga data Dan Carey, l’uomo dietro alcuni degli album più importanti della nuova scena post punk, da Fontaines D.C. ai Black Midi, e mixato da John McEntire dei Tortoise, il loro secondo progetto discografico è un'evocazione musicale dell’ambiente, della domesticità e del folklore. “Si avverte un senso di conversazione aperta, di musica fatta da amici”, dice il gruppo che il prossimo 19 settembre si esibirà al Santeria Toscana 31 di Milano. Vasto, evocativo ed estremamente vario, “O Monolith” mantiene lo spirito inquieto ed enigmatico degli Squid, ed è il riflesso della crescita di un gruppo che guarda sempre al futuro. “Siamo una band musicalmente ostinata, e questo è un disco ostinato in una maniera accattivante”, conclude Judge. “O Monolith” è un album strano, vivo, con infinite possibili interpretazioni dei suoi misteri interni, che merita di essere esplorato come un fondale marino o una foresta.

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