Il disco del giorno: John Cale, "Vintage Violence"

Consigliato e raccontato da Carlo Boccadoro
Il disco del giorno: John Cale, "Vintage Violence"

John Cale, "Vintage Violence" (Cd Columbia 499945-2)

 

Pur avendo fatto parte dei Velvet Underground e avendo collaborato con gli Stooges, Nick Drake, Brian Eno, Nico, Terry Riley e molti altri celebri musicisti, John Cale non si è mai mostrato interessato a coltivare un ruolo di rockstar ma ha sempre preferito rimanere dietro le quinte come eminenza grigia, prestando il suono della sua viola e le proprie abilità di produttore-alchimista a molti dischi (il più celebre probabilmente è "Horses", folgorante esordio di Patti Smith).

Ciononostante Cale ha inciso diversi album solisti, documentando la sua progressiva maturazione anche come interprete e autore di canzoni, e all’interno di questo composito gruppo "Vintage Violence", suo disco d’esordio, rimane una delle prove a tutt’oggi più riuscite. Il suono generale del disco si ricollega all’esperienza dei Velvet Underground ma lascia già trasparire quelle influenze musicali che ricorreranno nella produzione di Cale: l’amore per le sonorità orchestrali e per gli arrangiamenti dalla strumentazione ricca (anche se non mancano pagine ben più scarne come l’ottima ballata "Amsterdam", unicamente sostenuta da due chitarre) a cui in questa occasione si aggiunge una singolare esplorazione dell’universo pop, con rimandi espliciti a gruppi allora in voga come Beatles, Kinks e Rolling Stones (soprattutto nella versione di "Fairwather Friend", scritta da Garland Jeffreys).

La voce di Cale è volutamente piatta, inespressiva (in questo simile a quella del suo mentore artistico Andy Warhol), con un atteggiamento quasi arrogante nel voler negare qualsiasi sfumatura espressiva alle melodie delle canzoni. Il lavoro svolto in precedenza da Cale con Riley e LaMonte Young si riflette in particolare nel brano strumentale "Wall", all’epoca non incluso nell’album ma disponibile in questa versione CD. Interamente realizzato sovrapponendo tracce di viola elettrica, si sviluppa attraverso continue oscillazioni dinamiche all’interno di un continuum armonicamente immobile ma melodicamente sempre variato; il carattere completamente differente dagli altri brani del disco portò originariamente alla sua esclusione, ma si tratta di uno dei migliori brani in tutta la carriera di Cale, il cui percorso artistico attraverserà fasi molto differenti dal punto di vista stilistico attraverso album ormai classici nel panorama alternative come "Animal Justice" e "Honi Soit".

 

Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.

Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.

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