Il disco del giorno: Elena Casoli, "Changes Chances"
Elena Casoli, "Changes Chances" (Cd Stradivarius STR 33718)
La chitarra è uno strumento dalle possibilità infinite, se affidata a un interprete che possieda fantasia, varietà di tocco e capacità di stimolare i compositori di oggi a creare un nuovo repertorio affrancandosi dalla tradizione consueta. Elena Casoli è tutto questo e molto di più. Solista eccezionale per levatura tecnica e intelligenza musicale, nel corso degli anni ha realizzato dischi e concerti in tutta Europa (e oltre) dando vita a un intero repertorio composto apposta per le sue magiche mani.
Versatile sia con la chitarra classica che con decine di diavolerie elettriche ed elettroniche, Elena è una specialista nel trasmutare i suoni più strani, estraendoli da uno strumento dall’aria tutto sommato familiare, ed è in grado di ribaltare qualsiasi idea preconfezionata vi siate fatti della chitarra; nei suoi concerti essa si trasforma in un arcobaleno di colori e suoni diversi. In quest’album vengono affrontate pagine di autori dell’Avanguardia, che si sono confrontati con la chitarra raggiungendo risultati diversissimi tra loro. "Changes" di Elliott Carter è una pagina di sapore rapsodico, dove la bravura di Elena riesce a soffiar via quell’aria sempre un po’ polverosa che aleggia nelle pagine del compositore americano; in questa esecuzione "Changes" scorre via in un lampo, cucendo numerosi spunti di carattere contrastante in un ricamo dai sapori delicati e avvolgenti. Anche i pezzi di Terry Riley hanno un sapore iberico che sulle prime parrebbe già sentito, ma si sviluppano successivamente in direzione assai diversa, richiedendo grande virtuosismo e articolando i veri temi in maniera che non hanno nulla a che vedere con il Riley minimalista di "In C".
Il vertice assoluto dell’album è la realizzazione strepitosa di "Four/6", composto da John Cage; è una delle ultime pagine del compositore americano, non destinata a un particolare organico strumentale. La versione di Elena utilizza molti timbri diversi: chitarre acustiche, elettriche, persino un arciliuto. Filtrate, sottoposte ad un’incessante manipolazione sonora, queste chitarre disegnano un paesaggio metafisico, dove pare di veder apparire uno dei manichini di De Chirico. Ci giungono echi misteriosi, giochi d’ombre, brandelli di melodia sospesi nell’aria, rintocchi che sembrano uscire da qualche antica città giapponese, in un’atmosfera di sospesa poesia
Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.
Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.
