"I Wanna Rock": il ritorno dei Depeche Mode è sempre un evento
Il ritorno sulle scene dei Depeche Mode è sempre un evento, ma questo lo è un po' di più. Se non altro perché "Memento mori", il nuovo album della band di "Personal Jesus", segna uno spartiacque fondamentale nella storia del gruppo: è il primo che vede Gahan e Gore da soli, dopo la scomparsa di Andy “Fletch” Fletcher, scomparso un anno fa a Londra a soli 60 anni a causa di una dissecazione aortica. Ma l'ideale successore di "Spirit", uscito nel 2017 (mai un intervallo così lungo nella discografia della band tra un disco e il successivo), non è un lavoro sul compagno scomparso all’improvviso l’anno scorso: l’album era già stato scritto da Gore e Gahan prima, il titolo già deciso. Fletch era fondamentale nelle dinamiche della band, ma il suo ruolo efffettivo in studio è stato a lungo oggetto di discussione: qua, comunque, il suo fantasma aleggia eccome, ed è evocato da una terza ombra di una foto con Gahan e Gore che guardano l’orizzonte. È dedicata proprio ai Depeche Mode e a "Memento Mori" la playlist "I Wanna Rock" di questa settimana, che raccoglie il meglio delle uscite rock internazionali, celebrando la generazione contemporanea e al tempo stesso guardando con rispetto ai grandi del passato.
Prodotto da James Ford, e con la produzione aggiunta dell'italiana Marta Salogni (che nel Regno Unito negli ultimi anni ha messo mano ai dischi di - tra gli altri - Bjork, FKA Twigs, Frank Ocean, Goldfrapp, vincendo l'anno scorso agli MPG il premio come Produttrice dell’anno), “Memento Mori” - qui la nostra recensione - è nato durante le prime fasi della pandemia da Covid-19, per cui alcune tematiche trattate al suo interno sono state direttamente ispirate da quel periodo.
Le 12 tracce dell’album - ne fanno parte anche "Wagging tongue" e "Ghost again", entrambe presenti nella playlist - esplorano una grande varietà di sentimenti ed emozioni: dalla cupa apertura fino alla chiusura finale, le canzoni spaziano dai temi come la paranoia e l’ossessione per arrivare poi alla catarsi e alla gioia, con tutte le infinite sfaccettature che vi sono nel mezzo. "Ricordati che devi morire è un esortazione a trarre il massimo dalla vita e sfruttare al massimo ogni giorno. Non bisogna associare il titolo a qualcosa di deprimente, riguarda più l’idea di godersi la vita", hanno spiegato Dave Gahan e Martin Gore.
L’album è stato anticipato dal primo singolo “Ghosts Again”. Il brano ha tutte le caratteristiche tipiche di Depeche Mode: le parole evocative di Dave Gahan, come “wasted feelings, broken meanings… a place to hide the tears we cry”, e il sound ipnotizzante della chitarra di Martin Gore. "Per me 'Ghosts Again' cattura perfettamente quell’equilibrio che esiste tra malinconia e gioia", commenta Gahan in merito al brano. Gore aggiunge: "Non capita spesso che ci ritroviamo a registrare un brano che poi non mi viene a noia quando lo ascolto. Sono eccitato all’idea di poterlo condividere con tutti".
I Depeche Mode hanno appena dato il via al loro tour mondiale da Sacramento, che prevede oltre 80 date, il primo in più di cinque anni e il diciannovesimo in totale. Dave Gahan e Martin Gore arriveranno in Italia questa estate con tre imperdibili date: il 12 luglio Stadio Olimpico - Roma, il 14 luglio Stadio San Siro – Milano e il 16 luglio Stadio dall’Ara – Bologna.