Il disco del giorno: Vari interpreti, "Buzzin’ Fly Volume 3"

Consigliato e raccontato da Carlo Boccadoro
Il disco del giorno: Vari interpreti, "Buzzin’ Fly Volume 3"

Vari interpreti: "Buzzin’ Fly Volume 3" (Cd Buzzin’Fly 003BUZZ)

Dopo essere uscito miracolosamente vivo da una terrificante malattia nel 1997 Ben Watt, mente musicale del gruppo Everything But The Girl, ha incominciato a riscoprire il piacere della fisicità musicale gettandosi a capofitto nel mondo dei club, intrecciando musica dance con hip-hop, trip-hop, trance, deep house ed esplorando il mondo notturno degli ambienti che popolano la cosiddetta Clubland. In questi anni Watt ha coinvolto il suo gruppo in avventure di successo come gli album "Walking Wounded" e "Temperamental", dopodiché ha fondato due locali a Londra in cui organizzava serate che lo vedevano dietro il banco di regia sino all’alba intento a far girare i vinili sui piatti, coinvolgendo nelle danze anche la moglie Tracey Thorn.

L’innato buon gusto che Watt dimostra nel suo lavoro di musicista e compositore è presente anche nella sua attività di dj; dal 2003 ha preso vita anche un’etichetta discografica, la Buzzin’ Fly, dedita esclusivamente alla produzione di musica dance che nonostante l’ossessivo pulsare ritmico non disdegna mai un certo profilo melodico, con ritornelli orecchiabili; i nomi coinvolti sono tutti ben conosciuti nell’ambiente techno/dance; Pete Thong, Fairmont, Phonique, Charles Webster, Ame, Justin Martin. Ogni anno usciva una decina di tracce su vinile, successivamente remixate da Watt su Cd in bellissime antologie dove i brani vengono ascoltati senza interruzione; potete quindi darvi alle danze per oltre un’ora, sospinti dai portentosi grooves di Kayot, Jussi-Pekka’ Stere, Dark Mountain Raingroup, Rodamaal e persino Niño Astronauta (un nome che da solo è una garanzia).

Nello stile di questa etichetta non c’è spazio per remix ossessivi al limite della paranoia (come quelli di molti dj giapponesi), non si trova traccia della beceraggine di troppa dance realizzata in Italia o delle trombonate Eurodisco che impazzano nelle classifiche tedesche; siamo pur sempre di fronte ad un prodotto British, quindi understatement e ironia si danno per scontati anche nei momenti di maggior scatenamento ritmico. La superba qualità audio ci regala bassi potentissimi e mix curati in ogni dettaglio che rifuggono abilmente la monotonia, sempre dietro l’angolo in questo genere musicale.

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