Gary Moore, eroe con la chitarra
Metti una sera, a cena, in una tiepida sera di febbraio sulla Costa del Sol: un ristorante tranquillo, poi quattro passi sulla spiaggia prima di andare a dormire. L'ultima sera di Gary Moore, esattamente dodici anni fa, è andata esattamente così: se un infarto non ce l'avesse portato via nelle primissime ore del mattino del 6 febbraio del 2011, oggi il mondo delle sei corde sarebbe sicuramente più ricco e più vivo. Perché il chitarrista nato a Belfast, Irlanda del Nord, classe '52, già nei Thin Lizzy di Phil Lynott, non solo è stato uno dei più grandi performer della sua generazione, ma anche un esploratore instancabile, capace di passare dal blues all'heavy metal con una naturalezza rara, figlia in tutto e per tutto di un talento unico e cristallino. In carriera ha collaborato con una miriade di artisti, tra gli altri, B.B. King, Traveling Wilburys, Beach Boys e George Harrison.
"While My Guitar Gently Weeps" (live alla Royal Albert Hall con George Harrison e Ringo Starr, 1992).
"She's My Baby" (Traveling Wilburys - George Harrison, Jeff Lynne, Bob Dylan e Tom Petty, 1990: Moore è l'esecutore dell'assolo di chitarra, accreditato come Ken Wilbury).
"Grief Never Grows Old", One World Project (Boy George, Steve Winwood, Barry Gibb, Brian Wilson, Cliff Richard, Rick Wakeman, Bill Wyman e altri), 2005: Moore è l'esecutore dell'assolo di chitarra.
"White Room" (Cream), dal vivo con Jack Bruce e Ginger Baker, 1993.
"The Thrill is Gone" (Roy Hawkins e Rick Darnell), dal vivo con B.B. King, 1993).
"Don't Believe a Word" (Thin Lizzy), con Cozy Powell.
"She Believes In Love Again", Beach Boys (1984) - Moore ha inciso parti di chitarra e sintetizzatore.
"She Moves Me", con Paul Rodgers (da "Muddy Water Blues: A Tribute to Muddy Waters", 1993).
"Fanfare For The Common Man" (Aaron Copland), dal vivo con Greg Lake - Londra, 1981.
"Stand By Me" (Ben E. King), con Roger Daltrey (Who), Greg Lake (ELP), Gary Brooker (Procol Harum), Simon Townshend, Nick Newall, Zoot Money, Richard Desmond - live a Londra, 2003.