Il disco del giorno: Oliver Nelson, "...Big Band Studio Sessions"

Consigliato e raccontato da Carlo Boccadoro
Il disco del giorno: Oliver Nelson, "...Big Band Studio Sessions"

Oliver Nelson
"The Argo, Verve and Impulse Big Band Studio Sessions" (6 Cd Mosaic/233)

Durante gli anni Sessanta Oliver Nelson fu uno degli arrangiatori più popolari del panorama statunitense; incise parecchi album a suo nome sia come sassofonista che come bandleader collaborando con musicisti d’eccezione come Eric Dolphy, Bill Evans e Freddie Hubbard nello storico "The Blues and the Abstract Truth", ma fu anche autore ricercato da Hollywood e dal mondo della tv (sue le colonne sonore di telefilm come "Colombo" e "Six Million Dollar Man").

La sua attività di arrangiatore era richiesta al punto tale da bloccare progressivamente nel corso degli anni ogni attività concertistica, costringendolo a vivere praticamente recluso negli studi di registrazione; a questo bisogna aggiungere il fatto che Nelson si rifiutava nella maniera più assoluta di avvalersi dell’aiuto di collaboratori passando intere notti chino sul tavolo per stendere ogni singola nota delle sue partiture. Il risultato finale fu un carico di impegni mostruoso, tale da minare in modo permanente il suo fisico che nel 1975 gettò la spugna per mezzo di una pancreatite fulminante che lo spedì all’altro mondo.

Questo corposo box edito dall’etichetta per collezionisti Mosaic racchiude ben 17 sessions diverse realizzate con solisti del calibro di Phil Woods, Shirley Scott, Ray Brown, Milt Jackson e Jimmy Smith, più una Suite di rarissimo ascolto dedicata alla memoria del presidente Kennedy, quasi tutte incisioni di non facile reperibilità riportate alla luce con la perfezione audiofila tipica di questa piccola ma agguerrita casa discografica.

In tutti i brani si ritrovano le inconfondibili caratteristiche dello stile di Oliver: l’amore per gli accordi disposti a parti strette,
per i blues riarmonizzati, il sapore un po’ guascone di alcuni temi che viene subito riscattato dall’energia che si sprigiona da essi, la grande abilità nel mescolare i colori orchestrali attraverso un uso sempre fantasioso del contrappunto e degli impasti sonori (celebre e assai imitato il suo uso delle sordine per gli ottoni).

Tutto questo contribuisce a creare il ritratto di un grande artista che in vita fu guardato a volte con ingiusto sospetto a causa
della sua frenetica attività all’interno di ambiti commerciali, ma che riascoltato oggi in questa vasta collezione si conferma come
uno dei nomi imprescindibili della scrittura jazzistica orchestrale.
 

Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.

Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.

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