Il disco del giorno: Kenny Drew, "Undercurrent"
Kenny Drew
"Undercurrent" (Cd Blue Note 094637421628)
La Blue Note ha ripubblicato anche da noi uno tra i migliori titoli all’interno del proprio catalogo, un album che in
precedenza poteva costarvi parecchi quattrini in copie d’importazione giapponese.
Kenny Drew sarà sempre ricordato come il pianista presente nel capolavoro di John Coltrane "Blue Train": nonostante questa apparizione il suo nome non è mai entrato nell’Empireo della popolarità jazzistica, eppure egli è uno dei maggiori esponenti del pianismo hardbop.
Il suo stile prende le mosse da diverse influenze, di cui la preponderante è senz’altro quella di Bud Powell, ma nel suo approccio alla tastiera risuonano echi degli studi classici effettuati da bambino (soprattutto nella chiarezza del tocco) e degli spiritati boogie-woogie che Drew padroneggiava prima di dedicarsi alle più moderne correnti del jazz. Eccellente sideman (ha suonato in decine di sessions con Dinah Washington, Dexter Gordon, Charlie Parker, Howard Mc Ghee, Art Blakey, Johnny Griffin, Milt Jackson e molti altri) Drew ebbe una delle prime sue occasioni da solista con questo magnifico "Undercurrent" del 1960, che gli permise di dimostrare anche la sua abilità di autore grazie a temi efficaci come "Funkosity" e "Groovin’ the Blues".
A volte le frasi melodiche angolose e percussive sembrano rendere omaggio al pianismo funk di Horace Silver, a cui Drew mescola con maestria serpentine frasi melodiche direttamente tratte dalla tradizione bebop: durante i soli dei suoi colleghi Drew predilige figurazioni leggere alternando rapidi passaggi accordali con liquide figurazioni nel registro acuto, ma Kenny è altrettanto a suo agio con la densa armonizzazione del brano che chiude l’album, "Ballade" (dotato anche di un tema molto bello) dove l’andamento soft della ritmica viene contrastato da un assolo mobilissimo, dal carattere capriccioso.
In occasione di questa incisione la Blue Note non ha badato a spese, fornendo a Drew un cast di livello stratosferico comprendente un giovane ma già strepitoso Freddie Hubbard alla tromba, il cui fraseggio urgente e carico di forza constrasta bene con la rilassatezza intrisa di swing del sassofono di Hank Mobley, qui in una delle sue migliori apparizioni su disco; con una ritmica formata da Sam Jones al contrabbasso e Louis Hayes alla batteria il risultato è garantito e ancora una volta i due riescono a fare faville.
Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.
Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.
