Il disco del giorno: Goldstein & Lubambo, "Infinite Love"
Gil Goldstein & Romero Lubambo
"Infinite Love" (Cd Big World BW 2008)
Quest’album è un’autentica meraviglia ma la sua reperibilità e tutt’altro che facile, dato che è uscito per una piccola etichetta
americana non distribuita nel nostro paese. Vale davvero la pena di cercarlo su Internet per scoprire un
gioiello nascosto dovuto alle mani di un grande pianista e arrangiatore, Gil Goldstein.
Uno dei pochi allievi diretti di Bill Evans, Goldstein ha imparato dal suo maestro il gusto per le raffinate concatenazioni armoniche e per un pianismo trasparente che nasconde la propria complessità concettuale dietro linee cantabili di grande luminosità e immediatezza.
Assieme a Goldstein troviamo un eccellente chitarrista brasiliano trasferitosi a New York, Romero Lubambo, che sostiene con gusto ineccepibile le delicate tessiture strumentali del disco, affidato principalmente a voce, chitarra e tastiere, con il delicato supporto delle percussioni di Armando Marçal (proveniente dal Pat Metheny Group).
Jazz e musica brasiliana si danno la mano senza ricorrere a ritmi commerciali o atmosfere da sottofondo in una conversazione musicale prevalentemente giocata su morbidi toni pastello, che si dimostra riuscita grazie anche alla presenza di un ospite straordinario, Toninho Horta (tra i più grandi chitarristi, compositori e cantanti brasiliani) che canta e suona con la bravura che ormai gli è riconosciuta da decenni.
Con assoluto relax i titoli proposti nel disco alternano pagine scritte molto tempo fa come "Correnteza" di Ilvamar Magalhaes e "My Foolish Heart" di Victor Young a brani dello stesso Goldstein come la bellissima "The Pheonicians" (che lo vede imbracciare la fisarmonica, altro strumento di cui Gil è autentico virtuoso) e la dolce melodia di "Valentine’s Day"; Lubambo firma la rarefatta cartolina sambista di "Jeca’s Bajao", Horta contribuisce con i sofisticati temi di "Luisa" e "Infinite Love" mentre la saudade si fa largo quando i musicisti rivisitano "Amazon River" di Dori Caymmi e Segura Ele, un classico del grande Pixinguinha.
Romero Lubambo si dimostra solista di prima classe nell’intrecciare interventi strumentali che partono dallo stile di Baden
Powell per assumere progressivamente sfumature maggiormente jazzistiche, Goldstein è come sempre un campione di gusto e nel giro di una cinquantina di minuti si arriva al termine del disco trasportati su una nube di morbidezza e serenità.
Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.
Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.
