Il disco del giorno: Yellowjackets, "Twentyfive"
Yellowjackets
"Twentyfive" (Cd +Dvd Heads Up)
Venticinque anni non sono pochi per una formazione musicale, sia pur rimaneggiata nel corso del tempo; gli Yellowjackets sono tra i gruppi di fusion più amati e hanno festeggiato questo anniversario con un ricco pacco dono contenente un Cd registrato dal vivo a Parigi e un Dvd di oltre tre ore e mezza comprendente una recente esibizione in un club di Forlì, più numerose altre registrazioni concertistiche, videoclip e interviste con tutti i membri che hanno fatto parte della band in questi anni.
La loro musica si è sempre mossa con grande abilità tra jazz, funk e talvolta pop, rivelando in particolare l’influenza dei Weather Report e Pat Metheny ma trasportando il tutto in una dimensione molto più immediata e fruibile anche dal grande pubblico che di jazz sa poco o nulla; naturalmente la loro abilità di strumentisti è totale, così come quella di arrangiatori (il tastierista Russel Ferrante inoltre è un ottimo compositore), e il risultato finale risulta sempre di un professionismo assoluto e totale gradevolezza, anche se talvolta un po’ easy listening.
"Twentyfive" attinge al meglio della produzione recente con brani di sicuro effetto, dagli echi gospel di "Revelation" al virtuosismo poliritmico di "Free Day", che mette in luce le notevolissime qualità del batterista Marcus Baylor, ultimo arrivato nella formazione. Jimmy Haslip al basso è sempre impeccabile negli accompagnamenti (ricchi di fantasiose idee ritmiche e linee mai scontate) e negli assoli in cui rende omaggio sia alla cantabilità di Jaco Pastorius che al groove instancabile di Stanley Clarke. Bob Mintzer si muove tra sassofoni di vario tipo, clarinetto basso e strumenti elettronici con virtuosismo d’acciaio e un fraseggio che riporta sempre la palla in ambito jazzistico quando gli altri sembrano volersi avventurare troppo sulla linea del pop. "Geraldine" ha una melodia bellissima e permette a Ferrante di sfoggiare un eccellente assolo di pianoforte, mentre "Jacketown" e "My Old School" si muovono su terreni ritmici ingegnosi accompagnati da armonizzazioni sempre interessanti che tengono presente la lezione di Lyle Mays.
In un ambito come quello fusion, saturo di prodotti tanto mediocri quanto tirati a lucido, gli Yellowjackets rimangono un punto di riferimento per chi cerca musica di qualità, forse non rivoluzionaria o troppo originale, ma realizzata con sincerità.
Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.
Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.
