Il disco del giorno: Dissòi Lògoi, "NoTvooDoo"

Consigliato e raccontato da Carlo Boccadoro
Il disco del giorno: Dissòi Lògoi, "NoTvooDoo"

Dissòi Lògoi
"NoTvooDoo" (Cd Ludos/Compagnia Nuove Indye LDL11126)

La contaminazione musicale è una tra le più complesse e delicate operazioni culturali che si possano immaginare. Attingere a tradizioni musicali provenienti da paesi differenti ibridandole con il proprio stile senza creare una salsa impazzita o dar vita a banali sovrapposizioni stilistiche richiede cultura, buon gusto, intelligenza, capacità di cogliere cosa è trasportabile in ambiti diversi e cosa no. Spesso in nome della commistione si assiste (specie in Italia) a brutture musicali davvero imbarazzanti che spesso servono solo a rivelare pienamente l’ignoranza di chi cerca di metterle assieme, in particolare quando a manovrare gli alambicchi sono le majors che ragionano unicamente in termini di fatturato.

Fortunatamente esistono realtà musicali fuori dal grande mercato che con sapienza,coraggio e fantasia riescono dove i grandi
budget e i Nu creative directors falliscono. È il caso dei Dissòi Lògoi, formazione musicale il cui nome in greco antico significa "Discorsi contrastanti", il che già rivela la volontà dei numerosi musicisti che fanno parte del progetto di non fermarsi su posizioni di comodo evitando il semplice e rassicurante intrattenimento per dare a chi ascolta un’esperienza nuova, sempre sorprendente.
Attorno al nucleo storico formato da Alberto Morelli (tastiere, campionatori, voci, ance, percussioni e altro ancora) e Franco Parravicini (chitarre, basso, campionatori, batterie elettroniche) collaborano molti musicisti di vaglia, tra cui Paolo Fresu, Mario Arcari, Gabriele Mirabassi, Federico Sanesi.
Dissòi Lògoi è una formazione aperta, vela attraversata da correnti diverse che provengono dal Mediterraneo, dall’Africa, dalle
strade downtown di New York, dai giardini di Ryoanji in Giappone in una autentica sintesi di ritmi, voci, canti e suoni differenti
in grado di entusiasmare dal primo ascolto.

Per dimostrare tutta la bravura di questo gruppo basta l’iniziale "NoTv-Doo", che vede la voce irriconoscibile e filtrata di Moni Ovadia recitare con accenti mefistofelici un estratto da "La société du spectacle" di Guy Debord su uno sfondo di chitarre distorte a cavallo tra il trash-metal e i King Crimson, ma anche il funk-afro di "DHX 119b" è eccellente così come tutto il livello di un disco che non sentirete mai alla radio ma che vale la pena di ascoltare con la massima attenzione.
 

Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.

Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.

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