Il disco del giorno: Alexander O'Neal, "Alexander O'Neal"
Alexander O’ Neal
"Alexander O’Neal" (Cd Sony 26489)
Jimmy Jam e Terry Lewis erano rispettivamente il tastierista e il bassista del gruppo di Prince finché una sera in cui non riuscirono a presentarsi sul palco in tempo per un concerto (erano bloccati all’aereoporto di Minneapolis da una tempesta di neve) vennero licenziati in tronco dall’inflessibile e iroso leader.
A questo punto decisero di fare da soli iniziando a scrivere e produrre brani per diversi artisti, raggiungendo un successo colossale con gli album di Janet Jackson e diventando nel giro di pochi anni la coppia di produttori di maggior successo negli Stati Uniti e fondando un vero impero, la Flyte Time, che comprende diversi studi di registrazione, società discografiche e di management e sforna hits a raffica. Nonostante il loro ex datore di lavoro si sia riferito con disprezzo al loro stile compositivo definendolo Chocolate Music, proprio questo stile è stato imitato da decine di altri produttori ed è diventato la colonna sonora della musica afroamericana negli anni’90.
Uno dei cantanti che hanno maggiormente beneficiato dall’abilità di produttori di Jam & Lewis è Alexander O’ Neal, vocalist che si pone sulla scia di Luther Vandross e Keith Sweat (pur non possedendone le stesse qualità vocali) alternando ballate romantiche destinate dichiaratamente a scopi riproduttivi con pezzi dal carattere maggiormente funky e ballabile.
I suoi dischi sono interessanti particolarmente per la qualità delle composizioni che Jam & Lewis gli hanno tagliato addosso con
consumata abilità sartoriale, facendosi aiutare nei primi tre brani di questo disco d’esordio anche da Monte Moir, che fu loro collega nella band dei Time (di cui abbiamo già parlato un mese fa).
Melodie come "A Broken Heart Can Mend", "Look at Us Now" e "If You Were Here Tonight" portano le impronte digitali dei due, rivelando una formula semplice e di sicuro successo: batterie elettroniche dal suono vintage, saporiti arrangiamenti a base di tastiere, appena abbelliti da ricami di percussioni, giri armonici di presa immediata, melodie furbe e ritmi maggiormente taglienti che spingono direttamente sulla pista.
Questi ingredienti sono rimasti invariati in decine di produzioni realizzate da Jam & Lewis in questi anni assicurando il continuo successo dei due nelle classifiche americane (e non solo)
Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.
Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.
