Il disco del giorno: Kraftwerk, "Trans-Europe Express"
Kraftwerk
"Trans-Europe-Express" (Cd Capitol CDP 746473-2)
In pieno luglio, col caldo che picchia a tutta forza, forse non è una cattiva idea rinfrescarsi con una dose di algido pop elettronico a cura dei maestri riconosciuti del genere, i Kraftwerk.
Antesignani delle atmosfere ambient e techno, riveriti da moltissimi dj e musicisti delle generazioni successive, che spesso hanno utilizzato campionamenti dai loro dischi (ad esempio Afrika Bambaataa e Madonna), i Kraftwerk sono stati tra i primi gruppi in assoluto a immettere sul mercato discografico una proposta dalla fisionomia smaccatamente e orgogliosamente europea, in anni dove lo scimmiottamento del rock e pop statunitense era considerato d’obbligo (anche se in realtà nelle composizioni del gruppo, quasi tutte opera dei fondatori Rolf Hutter e Florian Schneider, traspare chiaramente l’influenza dei compositori minimalisti d’oltreoceano).
Raggiunto il grande successo con l’album "Autobahn", i Kraftwerk hanno progressivamente ampliato la loro legione di appassionati senza dover per questo deviare da un percorso artistico talmente lineare e coerente da sembrare programmato con anni di anticipo.
Ogni album successivo ha visto il quartetto tedesco esplorare l’universo dell’elettropop con ascetica determinazione; strumentazione ridotta all’osso interamente basata su suoni sintetici, atmosfere a temperatura sotto zero, melodie semplici immediatamente memorizzabili, testi che somigliano più che altro a slogan. Del resto anche i loro concerti dal vivo sono improntati alla stessa severità d’approccio e vedono i quattro assolutamente immobili per la durata del concerto, nascosti dietro alle loro tastiere senza il minimo tentativo di coinvolgere il pubblico.
Il paesaggio sonoro dei Kraftwerk è mutato, seppur con lentezza da glaciazione, nel corso degli anni e le modifiche hanno riguardato più che altro un progressivo adeguamento del gruppo alla sensibilità dance, testimoniato anche dalle diverse versioni remix della loro opera che hanno pubblicato in questi anni.
I loro album dunque sono (almeno per me) piuttosto intercambiabili fra loro; per oggi può andare benissimo "Trans-EuropeExpress", che oltre alla celebre title-track superorecchiabile contiene l’inquietante "Showroom Dummies", i glissandi di sintetizzatori di "The Hall of Mirrors", la parentesi industrial di "Metal on Metal" e la dolcezza incantatrice di "Franz Schubert".
Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.
Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.
