Il disco del giorno: Phil Collins, "Face Value"
Phil Collins
"Face Value" (Cd Atlantic 299143)
Chiunque possieda un apparecchio radio a qualsiasi latitudine del globo prima o poi è incappato nell’ascolto di "In the Air Tonight". Il singolo tratto da questo primo album solista del batterista dei Genesis, pubblicato nel 1981, è stato un successo di proporzioni planetarie che ha proiettato l’album in cima a tutte le classifiche per mesi facendogli vendere milioni di copie e trasformando completamente la vita e la carriera del batterista inglese.
Certo, i Genesis erano già delle rockstar ma "Face Value" raggiunse un pubblico di dimensioni incredibilmente più grandi trasformando Collins per un decennio in un’icona del pop da classifica; e dire che Phil aveva messo assieme questo disco più che altro per se stesso, quasi per hobby, incidendo brani nel proprio salotto e chiamando un gruppo ristretto di amici (tra i quali Eric Clapton, Alphonso Johnson, Stephen Bishop, Daryl Stuermer e Shankar) a dargli una mano.
I testi le canzoni, quasi tutti fortemente autobiografici, erano una vera e propria autoterapia nei confronti del recente e doloroso divorzio vissuto da Collins, e anche la musica rifletteva quelli che erano gli amori musicali più intimi del musicista, in particolare musica soul e funk (che erano stati invece esclusi fino a quel momento dal percorso musicale dei Genesis).
In questo senso la riproposta funky di "Behind the Lines" (apparsa in versione rock progressive l’anno prima nel disco di Genesis "Duke") mostra il crocevia stilistico a cui si trovava in questi anni Collins, diviso tra la fedeltà agli amici di sempre e l’insofferenza per un genere che cominciava a stargli sempre più stretto (non a caso in questi anni si intensifica la sua collaborazione con il gruppo di jazz-rock Brand X).
Le canzoni di "Face Value" sono le migliori di tutta la sua carriera, e i numerosi dischi usciti successivamente non sono stati altro che tentativi di ripeterne il successo. La dimensione show-business di Collins è diventata negli anni sempre più irritante, ma le sue qualità di strumentista e cantante sono indiscutibili e in quest’album risplendono con forza. Sia gli strumentali come "Droned" e "Hand in hand" che le canzoni maggiormente pop come "I Missed Again" e "This Must Be Love" sono infallibili, e molto intelligente si rivela la scelta di interpretare uno dei brani più belli e misconosciuti dei Beatles, "Tomorrow Never Knows".
Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.
Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.
