Il disco del giorno: Clifton Chenier, "Bogalusa Boogie"

Consigliato e raccontato da Carlo Boccadoro
Il disco del giorno: Clifton Chenier, "Bogalusa Boogie"

Clifton Chenier
"Bogalusa Boogie" (Cd Arhoolie 347)

In questa giornata di mezza estate è un piacere tuffarsi in uno dei generi musicali più trascinanti che esistano, la musica Zydeco. Sviluppatasi in Louisiana, è un autentico crocevia di differenti influenze stilistiche, che unisce blues, rock’n’roll, folk, boogie, New Orleans r&b, valzer, polka, two-step e molto altro.
Le chitarre elettriche, il sax e la batteria si sposano alla fisarmonica, mentre una parte fondamentale dell’accompagnamento è ottenuta con il Frottoir, strumento a percussione in metallo che viene percosso e sfregato con apposite bacchette, assai simile alla vecchia asse per lavare il bucato.

Il Re indiscusso dello Zydeco è il cantante e fisarmonicista Clifton Chenier, che ha goduto di una forte popolarità negli Stati Uniti ed è stato la vera e propria incarnazione di questo genere musicale. Lo Zydeco, saporito proprio come la cucina Cajun nata nella stessa regione, è un composto pepatissimo in grado di fornirvi una bollente sferzata d’energia positiva.
Lo stile di Chenier riesce a far diventare la fisarmonica una vera e propria orchestra, il suo gruppo martella brani sparatissimi
senza mollare un solo secondo, e la voce del leader ha un feeling che nulla ha da invidiare a James Brown e Ray Charles.
Le sue esibizioni in concerto sono rimaste leggendarie per potenza, calore e vivacità (personaggio flamboyant ed eccentrico, Chenier sul palco ostentava quasi sempre una corona in testa).

Clifton era perfettamente consapevole della sua bravura sin da quando nel 1957 aveva firmato con la celebre etichetta Chess, che però non aveva saputo valorizzarlo. Quando Chenier incominciò a lavorare con il produttore Chris
Strachwitz (proprietario dell’etichetta Arhoolie) capì di aver incontrato la persona in grado di comprendere e sostenere il suo talento; insieme diedero vita a una discografia memorabile, di cui "Bogalosa Boogie" del 1975 rappresenta, a detta dello stesso Strachwitz, lo zenit.

Assieme alla sua eccellente band, i Red Hot Louisiana Band, Chenier si presentò in studio di ottimo umore e in gran forma registrando l’intero album in un giorno (tutti i brani vennero suonati una volta sola senza rifacimenti).
L’eccitazione è tangibile lungo i cinquanta minuti dell’album e i tredici brani scorrono in un tripudio di allegria.
 

Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.

Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.

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