Fedez a "X Factor" e la vera storia di "Bitter sweet symphony"
Ieri sera, a "X Factor", parlando di "Bitter sweet symphony", la canzone dei Verve del 1997 che lanciò l'album "Urban Hymns" (di cui è stata eseguita una cover dei suoi Omini), ha detto più o meno: “Gli Omini portano uno degli inni del Brit Pop. Una curiosità: i Rolling Stones hanno cercato di fregare gli archi di questo pezzo ai Verve e hanno dovuto pagare molto”. Poi si è corretto, ma il danno era già stato fatto. Evidentemente Fedez, che non conosce la storia della canzone (e forse conosce poco la storia della musica in generale) ha male interpretato un suggerimento degli autori di "X Factor". Ma la storia di "Bitter sweet symphony" è così bella che merita di essere raccontata come si deve. Mettetevi comodi...
Nel 1965 Andrew Loog Oldham, all'epoca manager dei Rolling Stones, decide di seguire l'esempio del suo primo datore di lavoro, George Martin (il produttore dei Beatles), che due anni prima aveva pubblicato a proprio nome "Off the Beatle track", un album di versioni orchestrali da lui arrangiate e dirette di canzoni dei Beatles - potete ascoltarlo qui:
e realizza a nome "The Andrew Oldham Orchestra" un album di versioni strumentali dei successi dei Rolling Stones, "The Rolling Stones Songbook", con arrangiamenti curati da David Whittaker.
Uno dei brani scelti per l'inclusione nell'album è "The last time", che potete ascoltare qui sotto nella "Oldham/Whittaker version":
Naturalmente gli autori accreditati sono Mick Jagger e Keith Richards, anche se il "dettaglio" dell'arrangiamento non è marginale, giacché la frase di archi è da attribuire interamente a Whittaker.
Comunque: l'album passa abbastanza inosservato (come del resto quelli di George Martin) e viene dimenticato fino a quando, nel 1997, i Verve decidono di chiedere il permesso di campionare per la loro "Bitter sweet symphony" una breve sequenza di archi proprio dalla versione di "The last time" di quel disco. Allen Klein, il famigerato manager prima degli Stones e poi dei Beatles, proprietario con la sua ABKCO dei diritti dell'album, concede il permesso per l'utilizzo di un segmento di cinque note in cambio del 50% delle royalties del brano dei Verve.
Dopo il grande successo della canzone, il "pescecane" Allan Klein decide di contestare ai Verve l'utilizzo di un segmento più ampio del concordato, denuncia la band per plagio, e ottiene che tutti i diritti di "Bitter sweet symphony" ritornino alla ABKCO. Il che significa che dalla loro "Bitter sweet symphony" i Verve non incassano un soldo di diritti d'autore. Ma l'amarezza più grande per Ashcroft e soci è la nomination della loro canzone ai Grammy - accreditata "solo" a Jagger e Richards.
Nel 1999, quando gli venne chiesto se a suo parere i Verve erano stati trattati correttamente, Keith Richards rispose:
"Non è il mio ambito, questa è roba per gli avvocati. Ma se i Verve riusciranno a scrivere una canzone migliore, potranno tenersi i soldi di quella".
La storia ha un finale dolceamaro, come il titolo della canzone.
Dopo la morte di Klein, avvenuta nel 2009, Ashcroft ha riavviato una negoziazione con il figlio del manager e la nuova manager degli Stones, Joyce Smith.
In una dichiarazione ufficiale, rilasciata nel 2019, gli Stones hanno ammesso che ad Ashcroft sono stati negati per più di due decenni i diritti "compresi quelli del testo, di una delle sue canzoni più iconiche" (da notare la sottolineatura riguardante il testo: la "The last time" di Oldham/Whittaker è un brano strumentale). "Naturalmente per lui è stato un enorme danno economico, ma, come ogni autore di canzoni può capire, il costo nel dover cedere una propria canzone è stato anche emotivo, e Richard Ashcroft ha sofferto di questa perdita per molti anni".
Giusto per fare due conti, fino al 2019 nella sola Gran Bretagna "Bitter sweet symphony" aveva venduto 1.276.209 copie.
L'accordo con gli Stones prevede che dal 2019 in avanti i diritti di "Bitter sweet symphony" ritornino integralmente a Ashcroft. Che ha commentato:
"Mick Jagger e Keith Richards mi hanno restituito i diritti editoriali di 'Bitter sweet symphony', e questo è stato da parte loro un gesto gentile e magnanimo. La questione è stata originata da una decisione di Allen Klein, non di Mick e Keith. Non ho mai avuto niente contro di loro, che sono sempre stati la più grande rock'n'roll band del mondo".
Ecco, questa è la storia. Magari un po' lunga e complicata da raccontare a "X Factor", ma raccontarla sbagliata è uno sfondone.