Queen: attenti al gorilla!

Il mistero del video di "I’m Going Slightly Mad"
Queen: attenti al gorilla!

Lavorare – letteralmente – sotto i riflettori non è una passeggiata di salute, soprattutto se soffri il caldo. Non è un caso che nel 1978 i Queen avessero soprannominato "forno da pizza" la struttura che reggeva i fari che illuminavano il palco del Jazz Tour. Certo, secondo lo staff il colore delle lampade ricordava la bandiera italiana, ma il soprannome era dovuto soprattutto al calore che i fari sprigionavano sul palco. Esibirsi sotto quella struttura obbligava i quattro a sudate leggendarie.

Lo stesso accadeva quando la band entrava in studio per girare un videoclip. Durante le registrazioni, venivano utilizzati ventilatori, condizionatori e quant’altro per provare a mitigare il calore degli spot ad alta temperatura che illuminavano il teatro di posa, ma gli accaldati membri della band si lamentavano in continuazione del caldo, mentre i truccatori si affrettavano a tamponare il sudore tra una ripresa e l’altra. Era una costante.

Non era ovviamente diverso nei giorni tra il 13 e il 15 febbraio 1991, quando ai Wembley Studios di Londra i Queen si ritrovarono per girare il video di "I’m Going Slightly Mad", il secondo singolo tratto da "Innuendo".
Che caldo! si lamentavano come al solito tutti. Ma non Freddie Mercury. "Quando registrammo il video di 'I’m Going Slightly Mad', Freddie stava davvero male. Per riscaldarsi aveva degli scaldini nascosti all’interno dei costumi di scena", ha rivelato un assistente di scena.
"Quando la temperatura esterna sale, e il significato è così chiaro", è l’incipit della canzone. Mai così calzante.

Mercury, sempre più sofferente, aveva freddo. Eppure, di quanto facesse caldo si rendeva conto pure lui. Bastava vedere quanto soffrivano i pinguini ingaggiati per rendere ancora più surreale il videoclip di una canzone già surreale di suo. "Fa troppo caldo per loro", si lamentava, mentre durante le pause tra una ripresa e l’altra scherzava con i pinguini e li rinfrescava annaffiandoli con bottiglie d’acqua fresca.
Come ringraziamento, un pinguino decise di utilizzare come toilette il divano nero su cui Freddie e il resto della band erano seduti in attesa di un ciak, ma questa è un’altra storia. «Che cosa stai combinando, Roger?» esclamò ridendo Mercury.

Freddie stava male, ma sembrò divertirsi molto durante le riprese. Jim Hutton, che lo raggiunse sul set il giorno di San Valentino, ha raccontato che "assumeva un aspetto così diverso che nemmeno lo riconobbi". Colpa – o merito – di ore e ore di trucco, che avevano trasformato Mercury in una sorta di Lord Byron con un’acconciatura stravagante, guanti bianchi, scarpe a punta lunghe e, nel corso del video, un casco di banane al posto dei capelli.
Rideva e scherzava, Freddie: "Ho sempre voluto recitare in un video con un gorilla e un gruppo di pinguini, follia tipicamente Queen. Voglio che questo sia un video memorabile". La frase venne rubata durante le riprese nel backstage.

Il gusto per il travestimento non risparmiò neppure gli altri tre: May fu trasformato in un pinguino, una vecchia passione che risaliva addirittura ai tempi della copertina di "Queen"; Taylor pedalava su un triciclo con una teiera fumante in testa, mentre Deacon indossava un copricapo da buffone di corte.
Ancora una volta, Freddie aveva ragione: il video di "I’m Going Slightly Mad" è rimasto uno dei più belli, surreali e riusciti dei Queen. Memorabile, appunto. E lo è diventato anche per un particolare piuttosto triste: l’elegante bianco e nero delle riprese, e il pesante strato di cerone che copriva il volto di Mercury, servivano a nascondere i segni della malattia.
Come detto, tra pinguini che correvano per lo studio e finti gorilla che perdevano la testa, i quattro si divertirono molto, ma come ammetterà Roger anni dopo, "Freddie sembrava piuttosto sofferente".

A proposito di gorilla senza testa: la leggenda vuole che sotto quel costume si nascondesse – ovviamente non accreditato – addirittura Elton John. Rudi Dolezal, regista del video assieme al "gemello Torpedo" Hannes Rossacher, ci ha sempre scherzato sopra: l’idea venne riascoltando la frase del testo "Penso di essere un banano", e chi meglio di un gorilla poteva gettarsi su un casco di banane?
Una volta deciso di inserire un gorilla nella sceneggiatura del video, restava da capire chi avrebbe dovuto interpretarlo. Così arrivò la classica pensata alla Queen: perché non farlo indossare a qualcuno di famoso? I candidati vennero ben presto ridotti a tre: Elton John, Rod Stewart e David Bowie. Dolezal disse: "Ok, glielo chiederò, sono sicuro che se glielo chiediamo accetteranno".
Uno dei tre, sostiene la leggenda, accettò. Il regista non ha mai rivelato chi fosse. Forse un giorno qualcuno lo farà.

Questo testo è tratto, per gentile concessione dell'autore e dell'editore, dal libro "L'ultimo Freddie Mercury" di Roberto De Ponti (Sperling & Kupfer).

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