Il disco del giorno: Thelonius Monk, "Monk in Paris"
Thelonious Monk
Monk in Paris (Thelonious Records TMF 9316)
La produzione discografica di Thelonious Monk è vastissima e altrettanto numerosi sono gli album pirata che documentano esecuzioni concertistiche di questo genio del xx secolo. Per cercare di frenare questa ondata di incisioni illegali il figlio
di Monk ha deciso di fondare un’etichetta, la Thelonious Records, che propone in maniera ufficiale documenti sonori che da troppi decenni circolavano clandestinamente. Curatissimi nell’incisione, questi dischi vengono accompagnati anche
da un Dvd che propone altre bellissime performance dal vivo del pianista.
In questo "Monk in Paris" ascoltiamo un’ottimo concerto registrato all’Olympia di Parigi nel 1965; la formazione è quella classica del quartetto assieme a Charlie Rouse (sax) Larry Gales (contrabbasso) e Ben Riley (batteria), con cui Monk spese gran parte degli ultimi anni della sua attività in giro per il mondo, suonando sempre a livelli di eccellenza. Pietre miliari del repertorio monkiano come "I Mean You", "Rhythm-A-Ning" ed "Epistrophy" si alternano a rivisitazioni pianistiche di standards come "Body and Soul" e "April in Paris", dove come al solito Monk riesce a cavare l’impossibile anche dai temi più usurati del
Songbook americano osservandoli attraverso una lente deformante.
Charlie Rouse si conferma come uno dei migliori sassofonisti della sua generazione, distribuendo assoli ricchi di inventiva che percorrono le strade oblique delle composizioni di Monk con naturalezza e fantasia, mentre il sostegno della ritmica è sempre puntuale e mai invadente. I soli di Monk non risparmiano momenti spigolosi ma sono percorsi sempre da grande vitalità e umorismo, spiazzanti nel loro porsi al di fuori della tradizione essendo allo stesso tempo parte integrante di essa.
Il pubblico è in visibilio e non si può certo dargli torto, si tratta davvero di una grande serata. Altrettanto buono il concerto ad
Oslo che appare nel Dvd, anche se purtroppo sono presenti solamente tre brani; c’è comunque di che leccarsi i baffi con "Lulu’s Back in Town", "Blue Monk" e una enigmatica "’Round Midnight", filmate con perizia e dal suono altrettanto buono che nel Cd.
La possibilità di vedere Monk oltre che ascoltarlo è da non lasciarsi scappare; i movimenti sono espressivi e necessari alla sua
poetica quasi quanto le note e ne sottolineano ogni sfumatura amplificando al massimo l’energia del concerto.
Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.
Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.
