Il disco del giorno: Les Negresses Vertes, "Mlah"
Les Negresses Vertes
Mlah (Cd Delabel 86931-23)
Il gentile incedere dell’iniziale "La Valse", con il nostalgico suono di fisarmonica che richiama i boulevards parigini degli anni ’20
trae in inganno l’ascoltatore, perché dopo pochi minuti arriva il potente riff di "Zobi la mouche" e l’energia contagiosa di questo gruppo multietnico ha modo di liberarsi in tutta la sua autentica forza.
Incrocio tra una carovana di zingari e un’orchestra da ballo campestre, Les Negresses Vertes hanno conquistato il pubblico di
mezzo pianeta con questo loro folgorante disco d’esordio del 1988. La loro musica unisce mille influenze diverse: folk, pop, rock, funk, il gusto della più tradizionale chanson francese e quello della tradizione magrebina si mescolano con stupefacente energia per creare un disco che scorre rapidamente.
Chitarre, percussioni arabe, batteria, fisarmonica e una scintillante sezione di fiati forniscono il tappeto multicolore sopra il quale la voce ricca di grinta e espressività del leader Helno canta con linguaggio diretto e tragica ironia storie di canaglie e delinquenti mafiosi, fame, abusi familiari ed esistenze sbandate condite di pazzia e suicidi, il tutto descritto senza alcun accento patetico o sentimentale, sempre trattato come alternarsi di personaggi in un teatro immaginario popolato da un’umanità sofferente eppure ridanciana e sbracata, le cui avventure vengono sottolineate nelle canzoni da cori che non è difficile immaginare lubrificati da abbondanti dosi di alcol.
La bravura strumentale dei Negresses Vertes è indiscutibile, permette loro di spaziare attraverso i generi musicali più differenti mantenendo sempre alta la temperatura espressiva attraverso un mélange stilistico impossibile da ascoltare restando fermi.
Qualche momento maggiormente riflessivo ("Orane", "L’homme
des marais", e il disperato valzer di "Il") serve a riprendere fiato, ma subito si riparte a tutta birra con "Les yeux de ton père", "Marcelle Ratafia", "Le rablablas les roubliblis", La danse des Negresses Vertes", una sequenza mozzafiato di brani scatenati da gustare a volume sostenuto, perfetti per il ballo ma sufficientemente ricchi di sostanza musicale da reggere anche il semplice ascolto.
Rispetto all’edizione in vinile il Cd propone due brani, "Hey Maria" e "Le père magloire", che senza aggiungere molto al resto del disco ci regalano ancora qualche minuto di energia e divertimento.
Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.
Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.
