La nuova vita di Tom Odell e della sua "Another love"

Una canzone uscita nove anni fa diventa a sorpresa un tormentone: c'entra l'Iran (e la guerra).
La nuova vita di Tom Odell e della sua "Another love"
Credits: Luigi Rizzo / Concessione in uso a Rockol

Oltre 20 milioni di stream a livello globale su Spotify solo negli ultimi sette giorni. Mica male per una canzone uscita addirittura nove anni fa, nel 2013, diventata a sorpresa uno dei tormentoni del momento, tanto da battere nelle classifiche le ultime hit di Beyoncé, Lizzo e Lil Nas X. La rivincita di Tom Odell, tra i talenti più cristallini del cantautorato britannico degli Anni Duemiladieci, passa per la storia incredibile della sua “Another love”, che a quasi dieci anni dalla sua pubblicazione sta avendo una nuova vita. Legata a doppio filo sia alla guerra in Ucraina che alla protesta delle donne iraniane scese in strada e nelle piazze per manifestare contro la polizia morale per la morte di Mahsa Amini, la 22enne ragazza arrestata a Teheran dall’unità speciale di polizia che vigila sul rispetto del rigido codice di abbigliamento imposto alle donne, obbligate a portare il velo.

Il trend, inutile dirlo, è nato su TikTok, il social network di riferimento della “Generazione Z”, incubatore di tormentoni e riscoperte (vedi il caso clamoroso di Kate Bush e della sua “Running up that hill”, tornata in classifica trentasette anni dopo la sua pubblicazione grazie alla Stranger Things-mania). Dove, video dopo video, “Another love” ha finito ad oggi per essere utilizzata in oltre mezzo milione di clip. Sono moltissime le ragazze che nei video pubblicati su TikTok hanno usato la canzone come sottofondo al gesto di tagliarsi una ciocca di capelli, omaggiando Mahsa Amini, arrestata per aver messo male il velo, dal quale fuoriusciva appunto una ciocca di capelli. La ragazza è morta in carcere, pochi giorni dopo l’arresto. Ufficialmente per un attacco di cuore. Ma le donne iraniane sospettano che Mahsa sia stata uccisa dalla stessa polizia.

Ma perché proprio “Another love” di Tom Odell, non proprio una star mondiale, e non un’altra canzone? Qui, ricostruendo i trend di TikTok e le tendenze di Spotify, viene il bello della storia. Il singolo che nell’ottobre del 2012 segnò l’esordio dell’allora 22enne cantautore nato a Chichester, nel West Sussex, e cresciuto in Nuova Zelanda, già a fine agosto, ben prima della morte di Mahsa Amini, aveva speso 500 giorni nella Global Chart di Spotify, la classifica quotidiana relativa ai brani più ascoltati a livello mondiale sulla popolare piattaforma di streaming, superando i 580 milioni di streams complessivi. Riesplosa casualmente sempre su TikTok già nel 2021, “Another love” ha ricevuto una spinta clamorosa sulle piattaforme di streaming quando lo stesso Tom Odell, lo scorso marzo, ha suonato la canzone in un atrio della stazione ferroviaria di Bucarest per i profughi ucraini, a un mese dall’inizio della guerra, per un’iniziativa di un’organizzazione umanitaria: “All’inizio ero piuttosto riluttante a suonare perché pensavo che dopo un viaggio così folle di ventiquattro ore probabilmente un concerto era l’ultima cosa di cui quelle persone avevano bisogno. Ma poi la gente si è radunata intorno a me. È stato commovente. Sembra che io abbia contribuito ad alimentare la loro consapevolezza. Se la mia musica riesce a fare questo, sono felice”, ha detto.

Il video dell’esibizione, condiviso dallo stesso Odell, ha fatto il giro dei social. Permettendo ad “Another love” di continuare a scalare giorno dopo giorno le classifiche mondiali. Il 13 settembre, giorno dell’arresto di Mahsa Amini, la canzone era al ventesimo posto nella Global Chart di Spotify, con 2,4 milioni di ascolti totalizzati nelle ventiquattro ore precedenti. Le donne iraniane l’hanno scelta come colonna sonora della loro protesta, sentendo vicini alla loro causa versi come “And if somebody hurts you, I wanna fight / but my hands been broken one too many times / so I’ll use my voice, I’ll be so fucking rude / words they always win, but I know I’ll lose” (“E se qualcuno ti ferisce, voglio combattere / ma le mie mani sono state rotte una volta di troppo / quindi userò la mia voce, sarò così maleducata / le parole vincono sempre, ma so che perderò”). Odell dal canto suo si è schierato con la protesta. E durante un recente concerto ad Hannover, in Germania, ha suonato “Another love” pensando all’Iran: “Nonostante ci sia molta distanza tra l’Iran e Hannover, stasera voglio dedicare questa canzone alle persone coraggiose che stanno protestando in Iran. Sono scioccato dagli eventi che stanno succedendo in Iran. Sto inviando amore e pensieri a quelle persone incredibilmente coraggiose che si battono per i diritti umani e per le donne”, ha detto il cantautore britannico.

Originariamente “Another love” era una canzone d’amore. Oggi ha assunto altri significati: “Quando ho scritto ‘Another love’, significava qualcosa di completamente diverso per me rispetto ad adesso – ha raccontato Odell – se qualcuno mi avesse detto dieci anni fa che la canzone avrebbe avuto questo significato e questa profondità, diventando un messaggio di pace e speranza, non ci avrei creduto. Dà un significato completamente diverso al mio mestiere”.

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