Il disco del giorno: Bonnie Raitt, "Souls Alike"
Bonnie Raitt
Souls Alike (Cd Capitol B0009ZE9K8)
Cantante e chitarrista di strepitoso successo negli Stati Uniti, Bonnie Raitt è ormai diventata un’autentica icona del panorama
musicale grazie alla sua abilità strumentale (è una grande solista di slide guitar) e alle astute commistioni pop di dischi come "Nick of Time" e "Luck of the Draw", che le hanno dato un successo di massa quantificabile in molti milioni di copie vendute.
Bonnie è sulla scena da tempo, i suoi primi album con la Warner Bros. risalgono ai primi anni Settanta così come le sue collaborazioni con Jackson Browne, Little Feat, Linda Ronstadt e in generale tutti i musicisti dell’area californiana, tuttavia è pochissimo conosciuta in Italia nonostante goda di un eccellente e vasto credito presso il pubblico europeo; il motivo di questo scarso interesse nel nostro paese è davvero incomprensibile dato che i suoi dischi hanno tutte le carte in regola per piacere agli ascoltatori; buone canzoni, esecuzioni grintose, performance vocali di prima qualità (dal vivo è davvero fantastica, potete ascoltarla nel disco "Road Tested").
In fin dei conti se il pubblico italiano va tuttora in deliquio per la musica annacquata dei Dire Straits possiamo immaginare cosa succederebbe se scoprisse dell’autentico talento statunitense, legato fortemente al blues e allo stile di New Orleans (Bonnie ha collaborato anche con giganti del genere, tra cui B. B. King e John Lee Hooker).
Souls Alike è il quindicesimo nella serie dei suoi album di studio solisti, e per la prima volta Bonnie ha curato da sola la produzione riducendo ancor più la strumentazione ed eliminando anche molta della patina pop presente nei dischi precedenti.
Brani come "God Was in the Water" e "I Will Not Be Broken" sono efficaci proprio grazie al sound scarno e potente che la band di Bonnie disegna intorno a essi; nulla di rivoluzionario, intendiamoci: la Raitt non intende certo alienarsi il pubblico conquistato a fatica con prodotti dal carattere sperimentale o poco accessibile, siamo sempre in zona di alta classifica; la qualità non manca anche in episodi maggiormente segnati dallo stile funk come "Trinkets" e "Love on One Condition" (che sembra un remake di "Tell Me Something Good", scritta da Stevie Wonder per Chaka Khan). Non mancano brani di atmosfera
come "So Close" e "The Bed I Made", che chiude l’album su raffinate atmosfere notturne accentuate da un pianoforte essenziale.
Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.
Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.
