Claver Gold: “Un album rap per la gente e sulla gente”

“Questo non è un cane” è un disco sincero ricco di sentimenti, storie e fragilità.
Claver Gold: “Un album rap per la gente e sulla gente”

Sono passati più di due anni dall’ultimo progetto di Claver Gold, ovvero “Infernvm con Murubutu”. L’artista è tornato con un album in cui la sincerità e il mettersi a nudo sono i fili conduttori. Si intitola “Questo non è un cane” ed è stato interamente prodotto da Gian Flores. “È il ritratto, personale, di un cane, in un’accezione più ampia – spiega il rapper – parto dall’idea di un essere vivente che non ha sempre bisogno di essere corrisposto, che dona il suo amore al di là di tutto. Mi viene in mente una frase di Franco Battiato: ‘il vero amore non vuole nulla indietro’”. Per Claver Gold, 36 anni, marchigiano, vincitore della prima edizione della competizione per cantautori e rapper “Genova X Voi”, il fulcro della sua carriera è sempre stato l’essere cristallino. Il non indossare maschere. “Cerco di mantenere una certa fedeltà al mio modo di scrivere. Siamo in un mondo pieno di personaggi costruiti, per me con questo disco era importante rimettere in sesto la situazione dal mio punto di vista. Volevo raccontare le persone, la gente. È un disco dalla parte della gente”: questa è la fotografia del suo nuovo progetto, che spazia dal rap serrato a parti più morbide e jazzate.

Sono tante le storie che si intrecciano, che rendono l’album anche fortemente cantautorale e profondo. “Non sono tutti pezzi autobiografici. Un brano come ‘Fragole e miele’ non parla di me, ma l’input che l’ha fatto nascere è mio. ‘Gitana’ è il racconto di un amore multirazziale, differente a cominciare dalle caratteristiche sociali. Non sono personaggi reali, ma mi piaceva l’idea di raccontare questo spaccato di vita”, dice il rapper. Uno dei brani più riusciti del disco è “Il cuore di un cane”. “In una scena dove tutti collaborano con tutti solamente per convenienza, io ho voluto due grandissimi rapper: Stephkill e FileToy – sottolinea Claver Gold – con Stephkill abbiamo fondato Glory Hole Records. Sono due grandi artisti e anche due grandi amici: il brano parla esattamente della forza del branco non inteso nel gergo dei lupetti, ma come simbolo di unione, dell’importanza del poter contare sugli altri quando si è in difficoltà”.

Un’altra canzone importante è “Sapori e sostanza” con Tormento, colonna della storia del rap italiano, sia con i Sottotono che nella sua carriera solista. Il pezzo parla della piega che ha preso oggi una parte del rap contemporaneo e quali sono le differenze sostanziali fra le diverse generazioni che lo hanno vissuto. “Mi ricordo che mandai un messaggio a Tormento con scritto che le canzoni dei Sottotono, a 14 anni, fecero da colonna sonora ai miei primi approcci con le ragazze, in quel periodo dell'esistenza in cui dedichi loro delle canzoni – ricorda Claver Gold – sono sempre stato fan loro e anche degli Articolo 31, fino a ‘L'italiano medio”. Poi quando hanno deciso di puntare maggiormente sulla svolta crossover li ho un po’ messi da parte. In generale comunque in quegli anni c’era una competizione sana fra tutti quelli che facevano rap. Io non ho mai fatto distinzione fra underground e commerciale, perché anche quest’ultimo, in quel periodo storico, era di assoluta qualità. Ora invece mi sembra che la cultura hip hop si stia sgretolando”.

Sono i soldi il veleno? “No, assolutamente – ribatte – io sono contento se un ragazzo esce da una situazione di disagio facendo musica e guadagnando. Il problema è se il rap diventa il primo mezzo per avere successo. Beh, non va bene. Il rap per me non deve diventare questo, se ne perde l’essenza. E infatti si finisce poi per ascoltare pezzi con machismo, sessismo, esaltazione e mancanza totale di argomenti importanti”. Claver Gold, in più parti del disco, racconta le sue paure. “Il passo prima è stato fare un percorso di analisi – conclude il rapper – c’è stato un periodo della vita in cui non chiedevo aiuto a nessuno, poi però è capitato di trovarmi in difficoltà: l’analisi mi ha permesso di capire l’importanza di chiedere supporto alla mia compagna e ai miei amici. Prima non riuscivo a farlo. Questo si riflette anche nella mia musica: non temo il farmi vedere vulnerabile”. 

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