Roy Harper, il poeta folk prog amato da Led Zeppelin e Pink Floyd
Nato il 12 giugno 1941 a Rusholme, Manchester, Roy Harper, oggi compie 81 anni, ha alle spalle una carriera più che cinquantennale, nel corso della quale non sono mancati prestigiosi riconoscimenti da parte dei pesi massimi del rock, dai Led Zeppelin – che dedicarono ad Harper "Hats off to (Roy) Harper", inclusa in "Led Zeppelin III" – fino ai Pink Floyd, che vollero il cantautore e chitarrista inglese nella loro "Have a Cigar" (album "Wish You Were Here", 1975). Colonna portante del folk acustico made in Gran Bretagna, Roy Harper ha messo in piedi negli anni uno stile lirico e vocale da alcuni classificato come "folk prog", ricco d’influenze letterarie legate soprattutto alla poetica di John Keats e dei poeti della Beat Generation. La gavetta Roy Harper l’ha fatta in giro per il mondo, come musicista di strada, e tra i club londinesi, fino a quando nel 1966 ha pubblicato il suo primo album, “Sophisticated Beggar”, l’inizio di tutto. Celebriamo il suo compleanno cogliendo l’occasione per rimettere orecchio al suo repertorio e andare ad ascoltare alcuni dei suoi brani più amati.
Blackpool ("Sophisticated Beggar", 1966)
Sophisticated Beggar ("Sophisticated Beggar", 1966)
Goldfish ("Sophisticated Beggar", 1966)
Another Day ("Flat Baroque and Berserk", 1970)
I Hate The White Man ("Flat Baroque and Berserk", 1970)
The Same Old Rock ("Stormcock", 1971)
Me And My Woman ("Stormcock", 1971)
When An Old Cricketer Leaves The Crease ("HQ", 1975)
One Of Those Days in England ("Bullinamingvase", 1977)
One More Tomorrow ("Death or Glory?", 1992)