Rolling Stones, la storia di "On with the show"
"Their Satanic Majesties Request", l'album dei Rolling Stones, è uscito l'8 dicembre del 1967; all'avvicinarsi del cinquantacinquesimo compleanno lo raccontiamo canzone per canzone, in ordine di tracklist.
On With The Show (Jagger-Richards)
Jagger: voce, maracas • Jones: mellotron • Richards: chitarra, cori • Wyman: basso • Watts: batteria, tamburello, clave ••• Nicky Hopkins: piano
Registrazione luglio, agosto, ottobre 1967; Olympic Studios, Londra
Produttore Rolling Stones - Fonico Glyn Johns
Per chiudere il loro album psichedelico, gli Stones tornano al tipo di canzone da music hall sperimentato in "Between The Buttons", qui rivisitato in chiave più caotica, con ampio uso di rumori ambientali da night club e Jagger nel ruolo di
imbonitore-presentatore di locale notturno, che nella prima parte del pezzo esalta lo spettacolo in cartellone e alla fine saluta il pubblico.
"On With The Show" è nata da uno spunto musicale di Richards e crea un’atmosfera da festa disordinata, con un finale che stempera la tensione creata dal brano precedente. Difficile non fare il confronto con "Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band" dei Beatles, in cui il gruppo fittizio protagonista del pezzo presenta lo spettacolo all’inizio dell’album e saluta il pubblico alla fine. Se lo show dei Beatles si presenta come una sorta di teatrino per famiglie, gli Stones ambientano la canzone in un locale notturno per adulti (“Vostra moglie non saprà mai che non è vero che siete stati al lavoro fino a tardi”).
Nell’intermezzo strumentale viene inserita una parte della canzone paraguayana "Pajaro Campana", suonata all’arpa. L’attribuzione di questa parte è incerta: sembra troppo difficile per Jones (indicato come esecutore in "The Rolling Stones
1962-2002" di Felix Aeppli) ma non ci sono riscontri sulla presenza di un musicista esterno. Potrebbe trattarsi di una registrazione preesistente su disco o su nastro ma anche in questo caso non ci sono conferme.
"Satanic Majesties" non ottiene il successo sperato e gli stessi Stones non ne sono soddisfatti. Considerano comunque positivo il fatto stesso di essere riusciti a completare un album in una situazione problematica senza danneggiare definitivamente gli equilibri interni al gruppo. Il periodo della psichedelia e degli spunti mistici però si chiude qui e i passi successivi prenderanno un’altra direzione.
Questo testo è tratto, per gentile concessione dell'editore, da “Il libro nero dei Rolling Stones” di Paolo Giovanazzi, Giunti.
