Rolling Stones, la storia di "In another land"

"Their Satanic Majesties Request" compie 55 anni: lo raccontiamo canzone per canzone
Rolling Stones, la storia di "In another land"

"Their Satanic Majesties Request", l'album dei Rolling Stones, è uscito l'8 dicembre del 1967; all'avvicinarsi del cinquantacinquesimo compleanno lo raccontiamo canzone per canzone, in ordine di tracklist.

In Another Land (Wyman)
Jagger: cori • Jones: mellotron • Richards: chitarra, cori • Wyman: voce, basso, organo, piano • Watts: batteria ••• Nicky Hopkins: clavicembalo • Ronnie Lane: cori • Steve Marriott: cori
Registrazione 13 luglio 1967; Olympic Studios, Londra
Produttore Rolling Stones - Fonico Glyn Johns


Una conseguenza fortuita delle caotiche modalità di registrazione di "Satanic Majesties" è il debutto di Wyman come autore per gli Stones. L’occasione si presenta quando il bassista arriva in studio una sera per registrare, senza sapere che la seduta è stata annullata per indisponibilità di Jagger e Richards. Wyman è seccato per avere fatto un viaggio a vuoto, e Johns gli chiede se ha qualche idea su cui lavorare, giusto per non sprecare la serata. Wyman ha da parte una canzone “un po’ bizzarra ma interessante”, che ritiene adatta all’atmosfera psichedelica dell’album a cui gli Stones stanno lavorando. In studio ci sono anche Watts e Nicky Hopkins, quindi i tre cominciano a lavorare al pezzo.

In un’altra sala degli Olympic stanno registrando gli Small Faces, da poco ingaggiati dalla Immediate Records di Oldham:
il bassista Ronnie Lane e il cantante e chitarrista Steve Marriott arrivano in visita e vengono invitati a collaborare alle parti vocali. Viene registrato un buon numero di takes (su bootleg ne circolano più di venti) prima di arrivare a una versione finale.
Wyman non si sente a proprio agio nel ruolo di cantante principale, e registra la sua parte vocale solo dopo che gli altri musicisti se ne sono andati. Insicuro del risultato, decide di camuffare la voce con l’aiuto di Johns e della tecnologia: “Ho usato
quel tremolo sulla voce perché ero molto incerto sul mio modo di cantare. Quindi abbiamo usato effetti e abbiamo provato svariate soluzioni fino a quando abbiamo ottenuto un buon risultato, e sono tornato a casa ragionevolmente soddisfatto
dell’esperimento”.

Il giorno dopo Jagger e Richards sono in studio insieme a Jones e, mentre stanno discutendo sul da farsi, Johns fa partire la registrazione della sera prima, alla quale è stato dato il titolo provvisorio di "Acid In The Grass" (alla fine verrà abbandonato per tornare all’idea originaria di Wyman). Colpiti favorevolmente, Jagger e Richards chiedono di cosa si tratti e decidono che il pezzo è abbastanza buono da meritare una possibilità. Vengono quindi aggiunte le loro parti e gli interventi di mellotron di Jones. Sul finale viene inserito anche il rumore di un uomo che russa: con ogni probabilità è lo stesso Wyman, addormentatosi in studio durante una seduta imprecisata e registrato dagli altri a sua insaputa.

"In Another Land" viene sorprendentemente pubblicata su singolo negli Stati Uniti, qualche giorno prima dell’uscita di "Satanic Majesties". In copertina, la canzone viene attribuita al solo Wyman. Il disco non entra nella Top 40 americana, ma la sua uscita dimostra comunque la disponibilità di Jagger e Richards a lasciare spazio al materiale di altri membri del gruppo. Si è trattato di una reale apertura o di una coincidenza fortunata per Wyman, in un periodo in cui i due autori principali erano distratti e a corto di idee? Il dubbio è legittimo.

Questo testo è tratto, per gentile concessione dell'editore, da “Il libro nero dei Rolling Stones” di Paolo Giovanazzi, Giunti.

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