Skiantos 1977: storia orale delle origini (3)

Dalla nascita del gruppo a "Karabigniere Blues" - 45 anni fa
Skiantos 1977: storia orale delle origini (3)

Freak:

L’idea di incidere è venuta a me e a Jimmy, alla fine del ’77. Eravamo in macchina una sera di novembre con la pioggia, e lui mi raccontava questa sua canzone, "Permanent Flebo", e io morivo dal ridere. Tra parentesi, la droga non c’entra proprio, l’idea viene dai bar: nel bar dove andiamo noi, quando uno sbaglia un tiro al biliardo o fa un colpo debole, tutti gli dicono: “Fatti un flebo!”, prendi energia, insomma. Da lì questa idea di un flebo permanente.

Il piano originale era mettere insieme un gruppo di gente che non sapesse proprio suonare. Poi ci sono state delle infiltrazioni di tipi che qualcosa sapevano fare. Comunque, ottenuto lo studio di registrazione abbiamo dato appuntamento a un po’ di gente che conoscevamo. Ci siamo ritrovati in dieci, cinque musicisti e cinque cantanti: era la prima volta che provavamo a suonare tutti insieme, quasi nessuno conosceva i testi e non avevamo preparato nessuna musica…

Dandy:

C’erano i loro amici, Bubba Loris, Come-Lini, Jean Bolet e Stefano “Ringo Starter” Sarti, che praticamente ha ispirato il titolo del disco, perché il basso era suonato in modo così ‘eccentrico’ che Gianni Gitti, il tecnico del suono e proprietario dello studio, ha deciso di non metterlo nel disco! …diceva “no, è un casino, troppo tosto, è inascoltabile!”
Bellissima persona per carità, era un gran bel tipo, fu durissimo decidere dove e come tenere quel basso. Poi a Gitti è venuto in mente di prendere uno di questi bassi, di lasciarlo da solo e di chiamarlo "Inascoltable", così è sembrato a tutti naturale battezzare il disco…

Jimmy:

Il povero Gitti cercava di tenere tutto insieme. Era la prima volta che vedevo Dandy! Lui è arrivato, ha fatto le musiche ed è stato registrato, punto. Di fianco a lui c’era Jean Bolet, un altro amico tirato dentro perché secondo noi sapeva suonare, poi il bassista Ringo Starter. Non c’era un batterista! La sera stessa Dandy, che era un orchestrale (quando lo voglio fare incazzare glielo ricordo), ci ha detto che conosceva uno… non mi ricordo se erano già le otto, così siamo andati a prenderlo al quartiere Fossolo caricando la batteria in macchina in tutta fretta per arrivare in tempo in studio. Questo ha suonato e dopo non l’abbiamo mai più rivisto. Non so neanche come si chiama! Tutti gli altri citati nei credits non hanno suonato. Erano lì, chiamati a vedere quello che succedeva. Nel disco il basso non c’è, tranne in un brano, esclusivamente musicale, per il quale ci siamo battuti in quanto Gitti non ne voleva sapere mezza!
(In realtà la traccia da cui è stato estrapolato quel basso è "Io te la do su", effettivamente è stata salvata... e si sente! ndr)
La chitarrina di Jean Bolet è in sottofondo, lontana… perché non era abituato a questo genere. Volevamo fare il disco, avere un successo esagerato e portare la demenza ai massimi livelli. Eravamo tutti contenti della performance… l’obiettivo era fare quei pezzi lì a quel modo… avevamo solo i testi scritti, senza musica, Testoni si è inventato la musica lì per lì… senza mai nemmeno provare prima… e poi buona la prima! Mi ricordo anche che Fabio quella sera ha cercato di allargarsi, chiamando non so perché un altro suo amico orchestrale, un sassofonista, tale Alex Rosi, il capo orchestra della formazione in cui suonava in quegli anni: la sua partecipazione nel disco non è testimoniata dal suono del suo sax, ma dal trillo del… citofono che ha suonato, al suo arrivo e che è entrato nella registrazione di un brano che stavamo incidendo in quel momento. L’abbiamo buttato fuori subito! Non volevamo assolutamente tirare dentro un sax! Pensandoci a posteriori, è stata una scena assolutamente divertente.
A questo punto però diciamo chi ha suonato veramente: Batteria-Lucio (sconosciuto), Chitarre - Dandy Bestia e Jean Bolet, Basso - Ringo Starter, Voci - Freak, Jimmy, Sbarbo, Come-Lini, Bubba Loris!

Dandy:

Io prima di questa esperienza avevo già registrato qualcosa con l’orchestra di Alex Rosi in cui suonavo anni prima, ma due stronzate, abbiamo messo fuori una sorta di 45 giri che conteneva una nostra versione di "Resta cu’mme" di Modugno cantata dal bassista, che era di Benevento ed era l’unico in grado di pronunciare bene un simil - napoletano… comunque prima di allora sarò stato in studio tre, quattro volte al massimo. Nell’estate del ‘77 ho passato 3 mesi a Londra: ho visto i Sex Pistols,
i Clash, i Damned, gli Stranglers… tornato da Londra, a fine estate avevo in testa tutta quella roba lì, in "Inascoltable" si sente! Gianni aveva un registratore a 8 piste Studer, molto buono. La cosa che ancora oggi mi stupisce è che ci hanno fatto fare tutta questa roba senza dirci un cazzo! Nessuno ci ha mai detto “no questo non va bene”, era un dichiarato esperimento, quindi mi sono buttato. Avevo i testi sotto che mi avevano dato Freak e Jimmy, per cui in base ai titoli mi sono messo a fare dei
riff di chitarra. Il batterista mi è venuto dietro, e andava avanti anche quando chiamavo gli stop… non gliene fregava un cazzo! Era quello che suonava con me nei ‘night’ con Alex Rosi. Lui poi non ha neanche voluto apparire nei crediti del disco perché si vergognava! Ci siamo limitati a scrivere “Batteria: Lucio”. La mia chitarra è stata registrata così come l’ho suonata, tutta dritta, poi è stata aggiunta una chitarra pulita, non so se fosse Gianni Lo Grezzo o Andrea Dalla Valle… Se provavo a dire “ripetiamo questa, la rifacciamo” Freak mi rispondeva “nooo, va bene così, è bellissima!”, era determinato, lucido, sapeva quello che voleva. Alla fine "Inascoltable" credo non abbia venduto allora più di qualche centinaia di cassette. Il vinile è stato stampato almeno due o tre anni dopo, sull’onda del successo dei dischi fatti per la Cramps…
Le registrazioni sono andate avanti per tutta la notte, e il mattino dopo Freak e gli altri avevano per le mani un nastro con quattordici tracce.

(3 - continua)

Tratto dal libro di Gianluca Morozzi e Lorenzo ‘Lerry’ Arabia, a cura di Oderso Rubini e Andrea Setti
(Ass. WeLoveFreak), "SKIANTOS - Una storia come questa non c’era mai stata prima, ... e non ci sarà mai più"
(Goodfellas, seconda edizione, riveduta e corretta, con all’interno un 45 giri con due brani dal vivo degli Skiantos, mai pubblicati prima).

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