Genesis, la storia di "Foxtrot"
Pubblicato il 6 ottobre 1972
Registrato da John Burns agli Island Studios di Londra in luglio e agosto 1972
Prodotto da David Hitchcock e i Genesis
Tracklist:
Watcher Of The Skies 7’23”
Time Table 4’46”
Get ’Em Out By Friday 8’36”
Can-Utility And The Coastliners 5’45”
Horizons 1’41”
Supper’s Ready 23’06”
a) Lovers’ Leap
b) The Guaranteed Eternal Sanctuary Man
c) Ikhnaton And Itsacon And Their Band Of Merry Men
d) How Dare I Be So Beautiful?
e) Willow Farm
f) Apocalypse In 9/8 (Co-Starring The Delicious Talents Of Gabble Ratchet)
g) As Sure As Eggs Is Eggs (Aching Men’s Feet)
Tutti i brani sono composti dai Genesis
Copertina di Paul Whitehead
Tony Banks: organo, mellotron, piano, piano elettrico, chitarra a 12 corde, voce
Steve Hackett: chitarre elettriche, a 12 corde e a 6 corde solo
Phil Collins: batteria, voce, percussioni
Peter Gabriel: voce solista, flauto, grancassa, tamburello, oboe
Michael Rutherford: basso, pedali bassi, chitarra a 12 corde, voce, violoncello
Richard Macphail: strumentazione e suono sul palco
Rutherford: “Scrivemmo qualcosa del nuovo disco nell’appartamento di un medico vicino a Chessington, ma la maggior parte fu composta presso la Una Billing’s School of Dancing, a Shepherd’s Bush. La nostra sala prove era situata sotto la sala
da ballo, dunque per tutto il giorno sentivamo il battere dei piedi. 'Watcher Of The Skies' ce l’avevamo già, ma in sala prove completammo 'Can-Utility And The Coastliners', che precedentemente si intitolava 'Bye Bye Johnny'. 'Get ’Em Out By Friday' fu
uno sforzo di gruppo. Ma fu solo al termine delle registrazioni che realizzammo di aver creato qualcosa di veramente forte, che marchiava l’inizio di una nuova epoca, specialmente nel momento in cui Tony, Phil e io prendevamo in mano le sezioni
strumentali. Ci fu anche un pizzico di fortuna, ma la scrittura era buona e quando completammo 'Supper’s Ready' fu subito chiaro che si trattava di uno dei nostri pezzi migliori di sempre”.
Con i suoi 23 minuti di grande musica, "Supper’s Ready" è sicuramente la perla del nuovo album dei Genesis, che è comunque tutto ad altissimi livelli, e dimostra anche come i due nuovi elementi si siano perfettamente integrati nel collettivo.
E dire che, in fase di start-up, non mancano le difficoltà, specialmente a livello di produzione.
Collins: “Non volevamo usare di nuovo John Anthony, quindi iniziammo a lavorare con questo tizio di Nashville, Bob Potter, Era il braccio destro di Bob Johnston, che aveva prodotto 'Nashville Skyline', e aveva lavorato a un disco dei Lindisfarne, dunque aveva un rapporto con la Charisma”.
Ma le cose non funzionano: a Potter, i Genesis non piacciono per niente e così il divorzio appare inevitabile. Per un breve periodo la band lavora con un altro ingegnere, Tony Platt, presto sostituito da David Hitchcock, già produttore di "In The
Land Of Grey And Pink" dei Caravan, mentre come tecnico del suono arriva John Burns, che in realtà avrà un ruolo anche maggiore. Collins: “Contrariamente a Bob Potter, a John Burns piacevamo molto. Gli piacevamo individualmente ed era convinto di dover mettere un po’ di funk nel disco”.
Il titolo "Foxtrot" è basato sulla numerologia. Gabriel: “È una scienza simile all’astrologia, dove però sono le lettere a essere tradotte in cifre. Se si scrivono i numeri da 1 a 9 su una riga e poi si riportano le lettere dell’alfabeto sotto di essi, nella colonna del 6 apparirà la parola ‘fox’. La volpe ha dunque il numero 666, quello della bestia nell’apocalisse”.
In tutto il coacervo di influenze presenti nel disco, non passa certo inosservata la copertina, l’ultima affidata a Paul Whitehead. Whitehead: “È basata prevalentemente su 'Supper’s Ready' ma, visto il riscontro della cover di 'Nursery Cryme', pensai di usare la stessa prospettiva ma cambiando lo scenario: dopo il croquet del disco precedente, quindi, nel retro i quattro cavalieri dell’Apocalisse riprendono un altro sport assurdo dell’aristocrazia inglese, la caccia alla volpe. Poi c’è la volpe vestita da donna. L’idea mi venne intorno al 1969 quando un membro degli Yardbirds, parlando di una donna, utilizzò l’aggettivo ‘foxy’. Rimasi talmente colpito da quella definizione che provai a visualizzarla. L’idea finale è che, anche se indossa abiti femminili, la volpe è sempre e comunque un passo avanti rispetto ai cacciatori”. Infatti, la donna-volpe sfugge a cani e cacciatori scivolando via su una lastra di ghiaccio. Ma un’ulteriore occhiata alla copertina consente di notare particolari che riportano ad altre canzoni (per esempio, di nuovo Cynthia e la sua mazza da croquet e l’artemisia gigante).
"Foxtrot" rappresenta il primo, pur ancora moderato, successo per i Genesis. Si piazza per la prima volta bene nelle classifiche inglesi (al n. 12), mentre in Italia raggiunge addirittura la vetta. Un balzo in avanti importantissimo.
Il testo è tratto da "Genesis - Tutti gli album tutte le canzoni" di Mario Giammetti, pubblicato da Il Castello, per gentile concessione dell'editore.
