Gerry Rafferty, la storia di "Baker Street"
Baker Street
Gerry Rafferty
Autore: Gerry Rafferty
Anno di pubblicazione: 1978
Sgombriamo innanzitutto il campo da un equivoco in cui alcuni possono incorrere: nonostante la Baker Street di Londra sia celebre perché Artur Conan Doyle vi situò l’indirizzo di Sherlock Holmes, al n. 221-B, questa canzone non parla del più famoso detective del mondo. Anzi, a dispetto della sua “leggerezza” pop, la canzone di Gerry Rafferty ha un testo molto amaro che parla di alcool, depressione, sesso promiscuo e “persone senza anima”.
Inclusa nel secondo album da solista del cantautore scozzese, "City to city" (1978), è stata la prima uscita di Rafferty dopo la risoluzione dei problemi legali derivati dallo scioglimento della sua vecchia band, gli Stealers Wheel, nel 1975. Nei tre anni successivi, Rafferty non poté pubblicare nuovo materiale a causa di controversie sui restanti obblighi contrattuali della band. Ha raccontato Rafferty: «Tutti si sono citati in giudizio l’un l’altro, quindi ho trascorso molto tempo sul treno notturno da Glasgow a Londra per gli incontri con gli avvocati. Conoscevo un ragazzo che viveva in un piccolo appartamento di Baker Street. Ci sedevamo e chiacchieravamo o suonavamo la chitarra».
Depresso per il protrarsi di problemi legali che niente dovrebbero avere a che fare con la musica, Rafferty ha anche passato molto tempo a bere. Quando finalmente le controversie legali si sono appianate, il cantautore si è sentito come rinato, come si intuisce dall’ultimo verso della canzone: “When you wake up it’s a new morning/ The sun is shining, it’s a new morning/You’re going, you’re going home” (“Quando ti svegli è un nuovo mattino / Il sole splende, è un nuovo mattino / Stai tornando, stai tornando a casa”). Secondo Martha, la figlia di Rafferty, una fonte di ispirazione per il testo è stato anche il libro "The Outsider" di Colin Wilson, che Gerry leggeva durante gli spostamenti in treno, e che parla del rapporto tra alienazione e creatività.
L’album e il singolo "Baker Street" sono stati coprodotti da Rafferty e Hugh Murphy, ed è indubbio che uno dei motivi dell’immediato successo è anche il famosissimo riff di sassofono che apre la canzone, suonato da Raphael Ravenscroft (che ha lavorato con Pink Floyd, Marvin Gaye, Abba, Alvin Lee e molti altri). Questa frase di sax dalla critica è stata definita ”il più famoso assolo di sassofono di tutti i tempi” ("The Indipendent"), “il riff di sax più riconoscibile nella storia della musica pop” ("Billboard"), e “uno dei sassofoni più riconoscibili di tutti i tempi” ("HuffPost"), e riguardo alla sua genesi ci sono due diverse versioni: Rafferty ha sempre sostenuto di avere prima suonato l’assolo con la chitarra, per fare sentire a Ravenscroft come doveva essere; da parte sua invece il sassofonista ha affermato che gli fu presentata una canzone con diversi buchi, e di averci improvvisato sopra un vecchio riff blues. Pare anche che Ravenscroft sia stato pagato, per la sua parte di sax, solamente 27 sterline, con un assegno che è stato incorniciato e appeso alla parete del suo avvocato.
La realtà, tuttavia, sta da un’altra parte ancora: una linea di sax quasi uguale si può ascoltare nel brano "Half a heart" del sassofonista jazz Steve Marcus, e inclusa nel suo album "Tomorrow Never Knows" uscito nel 1968. Ascoltandolo è difficile negare la somiglianza con "Baker Street", per cui forse non fu neanche tanto sbagliato pagare così poco Raphael Ravenscroft, che in fondo non aveva fatto altro che riprendere quel riff e cambiarlo leggermente.
Il singolo ha avuto un enorme successo in tutta Europa, e nell’ottobre 2010 ha raggiunto i 5 milioni di copie vendute. secondo la BMI. Nel corso degli anni ne sono state fatte diverse cover, tra cui ricordiamo quella degli inglesi Undercover, che arrivarono alla posizione n. 2 della classifica inglese, e quella in chiave rock dei Foo Fighters, che sostituirono la parte di sax con una chitarra. La canzone appare anche nell’episodio "Il sax di Lisa" dei Simpson, quando riceve un nuovo sassofono dopo che il suo vecchio è stato distrutto.
Gerry Rafferty è morto il 4 gennaio 2011.
Questo testo è tratto dal libro "Quello che le canzoni non dicono - Storie e segreti dietro le nostre canzoni del cuore" di Davide Pezzi, per gentile concessione dell'autore.
