Rolling Stones, la storia di "Ventilator blues"
Ventilator Blues (Jagger, Richards, Mick Taylor) - 3:24
Ventilator Blues (Jagger-Richards-Taylor)
Jagger: voce • Richards: chitarra elettrica e acustica • Taylor: chitarra elettrica • Wyman: basso • Watts: batteria ••• Nicky Hopkins: piano • Bobby Keys: sassofono • Jim Price: organo
Registrazione giugno-ottobre, 30 novembre-dicembre 1971; gennaio-marzo 1972; Nellcôte, Villefranche-sur-Mer, Francia; Sunset Sound Studios, Los Angeles
Produttore Jimmy Miller
Fonici Glyn Johns, Andy Johns, Joe Zagarino
Il “Blues del ventilatore” è un riferimento diretto allo scantinato di Nellcôte e al suo sistema di aerazione pressoché inesistente: in pratica, soltanto qualche minuscola finestra. Andy Johns: “Quella era l’unica aria che entrava là sotto. Tutto ribolliva. Le chitarre si scordavano continuamente per il caldo. È per questo che gli Stones hanno fatto 'Ventilator Blues'”.
Il testo della canzone in realtà non contiene descrizioni dello scantinato (parla di varie situazioni di difficoltà) ma l’idea del ventilatore è stata sufficiente a Jagger per reggere la scena in un pezzo che si rifà in modo evidente al blues di Chicago, senza però replicarne fedelmente il suono classico: l’arrangiamento di fiati in particolare ha un sapore soul. Nicky Hopkins sfodera una performance notevole al piano e la parte di chitarra slide fa guadagnare a Taylor la sua unica menzione come autore in un album degli Stones, con una certa sorpresa da parte sua: “Ho ottenuto il credito per 'Ventilator Blues' ed è stata una sorpresa meravigliosa perché non mi ricordo di avere influito particolarmente su quella canzone”. Si potrebbe pensare a una specie di compensazione per il mancato riconoscimento del contributo di Taylor a pezzi come "Sway" e "Moonlight Mile".
Va anche detto però che il lungo periodo di lavorazione dedicato a "Exile" aveva messo a dura prova le capacità di sopportazione del chitarrista. Il giornalista Robert Greenfield lo ha descritto particolarmente depresso a Los Angeles, durante la fase di postproduzione dell’album: infastidito dalla lentezza dei lavori, Taylor era annoiato perché non aveva niente da fare e non conosceva nessuno in città. In quel periodo avrebbe incominciato a esagerare con la cocaina e a scrivere note in cui sosteneva di non voler più far parte dei Rolling Stones. Forse il credito per "Ventilator Blues" fu per lui un buon incentivo per superare la crisi, almeno per il momento.
Oltre al riferimento alla soffocante atmosfera dello scantinato, il brano è in qualche modo emblematico del modus operandi degli Stones di fronte agli incidenti imprevisti. Richards: “In 'Ventilator Blues' c’era qualche strano rumore, era saltata una valvola o qualcosa del genere. Se qualcosa andava storto o si rompeva cercavamo di dimenticarcene. Lo lasciavamo stare e tornavamo il giorno dopo sperando che si fosse aggiustato. Oppure gli davamo un bel calcio”.
Tratto, per gentile concessione dell'editore, da “Il libro nero dei Rolling Stones”, di Paolo Giovanazzi, Giunti.
