Rolling Stones, la storia di "Exile on Main St." (4)
Il singolo "Tumbling Dice" / "Sweet Black Angel", prodotto da Jimmy Miller, esce in America e Inghilterra il 14 aprile su Rolling Stones Records (RS 19103). Raggiunge il numero cinque in Inghilterra (otto settimane in classifica) e il numero sette in America (dieci settimane in classifica). Due giorni dopo, in una clinica di Montreux, Anita dà alla luce una bimba che lei e Keith chiameranno Dandelion. Più tardi sarebbe divenuta Angela. Il 21 aprile è annunciato che il tour americano inizierà il 3 giugno al Pacific Coliseum di Vancouver, per concludersi a New York il 26 luglio. È inoltre annunciata l’uscita del nuovo album per il 12 maggio. Il 29 aprile ogni copia in vendita del “New Musical Express” contiene un flexi disc in cui Mick canta "Exile On Main Street Blues"; è venduta la cifra record di oltre trecentomila copie. La battaglia legale con Allen Klein continua; il manager americano cerca di bloccare l’uscita del nuovo album, con il risultato che l’uscita viene ritardata di quasi due settimane. Il 10 maggio i Rolling Stones, Abkco Records e Allen Klein annunciano di aver trovato un accordo in grado di soddisfare entrambe. Allen Klein: “Le battaglie legali sono come le guerre; non vince nessuno”.
Gli Stones cominciano le prove per il tour americano il 12 maggio al Rialto Cinema di Montreux, dove sono premiati con un disco d’oro per le vendite di "Sticky Fingers" in Germania. Provano una settimana prima di volare a Londra per ritirare il permesso di lavoro all’ambasciata americana. Nel frattempo il tour manager Pete Rudge, in volo da New York a Los Angeles, parlando del tour afferma: “Mi sento come Montgomery prima di El Alamein... non è un tour rock, è come lo sbarco in Normandia”.
"Exile On Main Street" esce il 12 maggio in Inghilterra (Rolling Stones Records COC 69 100). Esordisce al numero uno, resta sedici settimane nei primi trenta. In America esce il 22 maggio (Rolling Stones Records COC 2 2900). Raggiunge il numero uno, rimanendo diciassette settimane in classifica. E' prodotto da Jimmy Miller, con copertina disegnata da John Van Hamersveld e Norman Seiff, e foto di copertina di Robert Frank (foto scattate a marzo a Los Angeles). L’album contiene un set di dodici cartoline che ritraggono la band. Bill non era presente alla seduta fotografica. Roy Carr scriverà: “'Exile On Main Street' è il genere di affermazione personale che una band deciderebbe di registrare per concludere una gloriosa carriera”. Probabilmente una delle migliori recensioni dell’album è di Elsa Smith, vecchia maestra di Mick a Dartford, che scrive sul “New Musical Express”: “Avere questo album è come avere l’America tra le mani e gli Stones nel cuore”.
L’atmosfera del disco ritrae perfettamente l’atmosfera dell’America nell’estate 1972. La band, con Nicky Hopkins al piano, Bobby Keys al sassofono e Jim Price alla tromba e trombone, dopo aver provato una settimana al Warner Brothers Studio di Burbank, travolge il Nord America suonando cinquantuno concerti con il tutto esaurito in trenta città per un totale di settecentocinquantamila persone, incassando la cifra record di 4 milioni di dollari. “Avrebbero potuto suonare al Madison Square Garden con il tutto esaurito per un anno. Sono la più grande attrazione della storia. Solo Gandhi si avvicina a loro”, dirà il promoter Bill Graham. “Questo tour sarà ricordato come il più grande di tutti i tempi”, scrive Roy Hollingwirth sul “Melody Maker”.
Dal 3 giugno al 26 luglio la febbre per gli Stones spazza l’America, la logistica del tour non ha precedenti: il tour manager Pete Rudge, un laureato di Cambridge, dirige l’intera operazione, mentre Chip Monk è il responsabile della produzione dei concerti e delle luci, le più spettacolari mai viste. Gli Stones e il loro seguito (STP, Stones Touring Party) si spostano su un Lockheed DC7, soprannominato Lapping Tongue. Stevie Wonder è l’artista di supporto per l’intero tour, il regista Robert Frank è incaricato di girare un documentario del tour dietro le quinte. I concerti di Fort Worth e Dallas sono interamente ripresi per un futuro film, e alcuni concerti del tour vengono registrati. La set list include: "Brown Sugar", "Bitch", "Rocks Off", "Gimme Shelter", "Happy", "Tumbling Dice", "Love in Vain", "Sweet Virginia", "You Can’t Always Get What You Want", "All Down the Line", "Midnight Rambler", "Bye Bye Johnny", "Rip This Joint", "Jumpin’ Jack Flash", "Street Fighting Man" (bis), "Honky Tonk Women" (bis).
"Ventilator Blues", "Torn and Frayed", "Loving Cup" sono eseguite al concerto di apertura del Rolling Stones American Tour 1972 a Vancouver il 3 giugno. "Loving Cup" è eseguita ancora a Seattle il 4 giugno, prima di venire eliminata dalla scaletta.
"Don’t Lie to Me" (Chuck Berry) è suonata solo al secondo concerto di Dallas/Fort Worth il 24 giugno, mentre "Sweet Black Angel" è inserita solo nel primo show. Dal concerto di Boston (19 luglio) in poi (eccetto lo show di Pittsburgh il 22), Stevie Wonder si unirà regolarmente agli Stones per il bis, un medley di "Uptight" e "Satisfaction". Al concerto di apertura al Pacific Coliseum di Vancouver trenta poliziotti sono feriti durante gli scontri con duemila fan che cercano di entrare senza biglietto. Otto fan sono arrestati. Al concerto dell’11 giugno al Forum di Los Angeles assistono Jack Nicholson, Ike & Tina Turner, Britt Ekland, Billy Preston e Lou Adler, tra le altre star. Due giorni dopo sessanta fan sono arrestati e quindici restano feriti all’International Sports Arena di San Diego. A Tucson la polizia usa i lacrimogeni per disperdere una folla di fan che prova a forzare l’ingresso alla Civic Arena. Il 15 giugno ad Albuquerque sei ragazzi svengono nella ressa quando duecento possessori di biglietto si ammassano all’ingresso dell’arena (University of New Mexico) reclamando il loro posto a sedere, dopo che si sparge la voce infondata di numerosi biglietti falsi. A Chicago venticinque fan sono arrestati il 19 giugno. Tom Fitzpatrick scrive sul “Chicago Sun Times”: “Prima erano famosi, ora sono una leggenda”.
Il quartier generale della band a Chicago sarà la “mansion” di Hugh Hefner, fondatore ed editore di “Playboy”. Hefner non solo offre agli Stones la sua immensa proprietà ma anche le Playmates e le Conigliette dei suoi club. Mick: “Chicago è stato qualcosa di speciale, mi è piaciuto soggiornare nella mansion... e tutto il resto. Hefner è stato gentile con noi... ci vorrebbero ore per raccontare quello che abbiamo combinato”.
La band suona tre date all’International Amphitheater (19-20 giugno). A Kansas City il 22 incontrano Truman Capote e la sorella di Jackie Onassis, la principessa Lee Radziwill. Il 4 luglio suonano al Robert Kennedy Stadium di Washington; Robert Kennedy Jr è tra i quarantottomila spettatori. Dirà Mick Jagger due giorni dopo: “Non ricordo più 'Sympathy for the Devil'. Certamente potremo farne una lunga versione per Nixon”.
Il singolo "All Down the Line" / "Happy", tratto da "Exile On Main Street", esce in America il 14 luglio su Rolling Stones Records (RSR RS 19104). Prodotto da Jimmy Miller, raggiunge il numero ventidue in classifica dove resta otto settimane. A Montreal il 17 luglio, l’esplosione di una bomba dei separatisti del Quebec provoca seri danni a un camion con l’equipaggiamento del gruppo. Con l’aiuto di Skippy Snaire, il manager di una band locale, un nuovo equipaggiamento è reso disponibile e il concerto si svolge con quarantacinque minuti di ritardo. All’esterno del Forum scoppiano disordini quando tremila fan scoprono di avere biglietti falsi, mentre all’interno Mick sul palco è sfiorato da una bottiglia. Come se non bastasse il giorno dopo – mentre la band vola da Montreal a Boston per uno show al Garden – l’aereo è costretto ad atterrare al Green Airport di Warwick, Rhode Island, perché il Logan Airport di Boston è chiuso per nebbia. Quando un fotografo locale cerca di fotografare la band nell’area doganale, la security del gruppo cerca di bloccarlo, senza successo; Keith lo colpisce alla gamba con la cintura (“piuttosto leggermente”, dirà Bill). Improvvisamente l’atmosfera diviene tesa, arriva la polizia che arresta Keith Richards per aggressione e Mick Jagger, Marshall Chess, Robert Frank e l’addetto alla sicurezza degli Stones Stan Moore per aver ostacolato un ufficiale della polizia. Gli Stones sono attesi al Garden di Boston in meno di un’ora; Charlie Watts, Bill Wyman, Mick Taylor e il resto dell’entourage sono condotti a Boston su alcuni bus. In città la situazione sta per esplodere; i fan impazienti minacciano disordini. Il sindaco di Boston Kevin White chiama il governatore di Rhode Island pregandolo di rilasciare Jagger e Richards. I due Stones sono rilasciati con una cauzione di 3.000 dollari, dichiarandosi non colpevoli presso un dipartimento speciale della Rhode Island District Court. Colmo dell’ironia, Mick e Keith sono condotti a Boston scortati dalla polizia. Il concerto inizia con quattro ore di ritardo.
Tra le scene del tour filmate da Robert Frank spicca una chiara scena di sesso a bordo dell’aereo del gruppo, girata durante il volo da Philadelphia a Pittsburgh. La scena, arricchita dalle percussioni suonate dal vivo da alcuni Stones, vede il medico del tour e l’addetto ai bagagli alle prese con due ragazze. Oltre un milione di richieste postali arriva al Madison Square Garden di New York per i quattro concerti finali del tour che termina con uno spettacolare show il 26 luglio, giorno del ventinovesimo compleanno di Mick Jagger. Tra il pubblico sono presenti Tennessee Williams, Bette Midler e la principessa Lee Radziwill. Una torta e un grande panda di peluche sono donati a Mick sul palco. Il party per la conclusione del tour si tiene al St. Regis Hotel; tra i partecipanti figurano Andy Warhol, Truman Capote, Gianni Bulgari, Bob Dylan, Carly Simon, Dick Cavett, Bette Midler, Woody Allen, Diane Keaton, Zsa Zsa Gabor, Robert de Rotschild e Stevie Wonder. Count Basie e Muddy Waters intrattengono gli ospiti con le loro esibizioni. Jagger e Stevie Wonder si esibiscono con Muddy Waters.
Robert Greenfield scriverà un libro sul tour. “È amore per Mick, per i ventimila fan alla festa degli Stones”, scrive il “New York Daily News”. Sul “New York Post” scrive Alfred Aronowitz: “Ah, grazie Rolling Stones per aver dato il meglio di voi a New York. Avete messo noi in cima alla lista, pur essendo l’ultima tappa del vostro tour”. "Exile On Main Street" e il settimo tour nordamericano da molti saranno considerati l’apice della carriera dei Rolling Stones.
Tratto, per gentile concessione dell'editore, da “The Rolling Stones 1961-2016”, di Massimo Bonanno, VoloLibero Edizioni (550 pagine, 22 euro).
