Rolling Stones, la storia di "Exile on Main St." (1)
Dopo la pubblicazione di "Sticky Fingers" le operazioni degli Stones si spostano in Francia, dove i membri della band si sono trasferiti, in fuga dall’esoso fisco inglese. Comincia così la ricerca, senza fortuna, di uno studio adatto alle esigenze del gruppo.
Richards: “Non c’erano studi dotati di buone sale, l’attrezzatura era misera e nessuno si era trovato a proprio agio in nessuno dei posti che avevamo visto”.
Conferma Jimmy Miller: “Abbiamo provato varie sale cinematografiche e pubbliche, non abbiamo mai trovato un posto adatto e alla fine abbiamo scelto la comodità, suppongo, a scapito del suono, e abbiamo optato per la cantina della casa di Keith”.
Questa soluzione permetteva anche di evitare i problemi di lingua che sarebbero nati lavorando con fonici e tecnici francesi.
Richards aveva preso residenza a Nellcôte, una villa sulla Costa Azzurra con uno scantinato abbastanza grande per sistemare attrezzature e musicisti. Si trattava solo di prendere lo studio mobile già collaudato per registrare a Stargroves e portarlo in Francia. Il lavoro di organizzazione spettava a Marshall Chess, che gli Stones avevano ingaggiato per guidare l’etichetta Rolling Stones Records. Chess lo ricorda come un periodo complicato: “Le sedute per 'Exile On Main St.' nella casa di Keith, a Nellcôte, significarono per me un gran lavoro: far costruire una cucina nella casa, montare lo studio mobile dei Rolling Stones con l’aiuto di Stu, Alan Dunn, Andy Johns, Glyn Johns e l’Olympic, trasferirlo su camion nel Sud della Francia e capire come farlo funzionare, oltre a ricevere un sacco di critiche dai contabili perché costava troppo”.
Nellcôte si rivela un luogo tutt’altro che ideale per registrare, per una serie di motivi. Lo scantinato è enorme e diviso in ambienti diversi ma è umido, pochissimo ventilato, e non ci sono collegamenti fra le diverse stanze. Nessuno rispetta orari particolari, circolano molte droghe e alcolici e in generale le registrazioni avvengono senza alcuna disciplina. Si sprecano molte ore in improvvisazioni inconcludenti, Jagger e Richards sono presi da questioni personali che mal si conciliano con il lavoro: il cantante è spesso a Parigi dalla compagna Bianca, incinta, e il chitarrista è in piena dipendenza da eroina. Nonostante tutto, viene registrato (anche recuperando pezzi scartati dai dischi precedenti) abbastanza materiale per il doppio album "Exile On Main St.", che richiederà un successivo interminabile lavoro di mixaggio.
Nei prossimi giorni scorsi racconteremo più dettagliatamente la storia dell'album e poi, una per una, le canzoni del disco.
Tratto, per gentile concessione dell'editore, da “Il libro nero dei Rolling Stones”, di Paolo Giovanazzi, Giunti.
