Ma ve li ricordate i Gossip di Beth Ditto?

Il volto della band era quello della frontwoman Beth Ditto, gigantesca nonostante i suoi (appena) 157 centimetri di altezza, magnetica: nel video di “Heavy cross”, vestita tutta d’oro, mostrava fiera le sue forme extra size, body positivity ante litteram.
Ma ve li ricordate i Gossip di Beth Ditto?
Credits: Valeria Magri / Concessione in uso a Rockol

Scrivi “Gossip” sulla barra delle ricerche di Google e i risultati che escono fuori hanno a che fare tutti con siti di gossip, cioè di pettegolezzi (da un paio di giorni, inutile dirlo, quelli che tengono banco sono quelli che parlano della fine della storia tra Totti e Ilary Blasi). Per avere qualche notizia sui Gossip, il gruppo, devi scrivere: “Gossip band”. Forse il nome non vi dirà nulla, ma magari ricorderete la loro (unica) hit: “Heavy cross”. Era la primavera del 2009 quando anche le radio italiane cominciarono a trasmetterla a manetta: una mina micidiale fatta di un po’ di dance e un po’ di rock, sonorità taglienti ma al tempo stesso pop, con una chitarra che nelle intenzioni del gruppo doveva suonare come un sintetizzatore di un pezzo Italo disco. Dietro c’era lo zampino di Rick Rubin. Così gli americani Gossip si presentavano al grande pubblico, dopo aver già inciso tre dischi – “That’s not what I heard” del 2001, “Movement” del 2003 e “Standing in the way of control” del 2006 – ed essersi fatti un seguito nella scena indie rock internazionale, per quel modo di mischiare dance e rock, di rispolverare il post-punk e di renderlo attuale.

La frontwoman, Beth Ditto

Il volto della band era quello della frontwoman Beth Ditto, classe 1981, gigantesca nonostante i suoi (appena) 157 centimetri di altezza, magnetica, possente: nel video di “Heavy cross”, vestita tutta d’oro, mostrava fiera le sue forme extra size – body positivity ante litteram, verrebbe da dire, dieci anni prima di Lizzo e della sua “Juice” – accompagnate da doti vocali straordinarie. Dichiaratamente lesbica, e per questo considerata dalla comunità lgbtq+ una paladina (si sarebbe sposata nel 2013 sull’isola di Maui, nelle Hawaii, con la sua assistente Kristin Ogata, salvo poi divorziare nel 2017), pochi mesi prima dell’uscita del singolo la cantautrice aveva accettato di posare nuda per il magazine britannico Love, in barba ai 95 chili segnati sulla bilancia. E lanciando una linea di abbigliamento tutta sua, Evans, aveva invitato le donne formose ad essere più creative con i vestiti: “Non capisco tutte queste donne che dicono di sentirsi tradite dalle case di moda. Un capo di abbigliamento non può dirti che non puoi indossarlo: sei tu a proibirtelo”.

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L'album "Music for men", prodotto da Rick Rubin

Il volto presente sulla copertina dell’album di cui faceva parte “Heavy cross”, invece, era un altro: quello – androgino – della batterista della band, Hannah Billie, entrata a far parte dei Gossip nel 2003, sostituendo Kathy Mendonca (che aveva suonato nei primi due album del gruppo). Prodotto interamente da Rick Rubin, che aveva cominciato a lavorare con Beth Ditto e soci due anni prima, affiancandoli nella finalizzazione del loro “Live in Liverpool”, “Music for men” – questo il titolo dell’album – era un mix di indie rock, garage, dance e punk estasiante. Una dozzina di pezzi che suonavano da Dio, e che erano suonati da Dio, caratterizzati da un sound corposo tutto incentrato sulla voce pirotecnica di Beth Ditto, sui bassi, i giri di chitarra e i riff ai sintetizzatori di Brace Paine e sulle percussioni di Hannah Billie. Dal disco, che la critica all’epoca definì come un incontro tra KD Lang, il Morrissey di “Viva hate”, David Bowie, Vanilla Ice e addirittura Johnny Cash, a sottolineare l’abilità dei Gossip di spaziare da un territorio sonoro all’altro senza perdere di credibilità, vennero estratti dopo “Heavy cross” altri singoli che però non bissarono i successi del brano apripista del progetto, da “Love long distance” a “Men in love”, passando per “Pop goes the World”. "Il titolo dell'album è una provocazione – raccontò Beth Ditto, in occasione di un passaggio promozionale in Italia – abbiamo voluto usare una sorta di battuta femminista, volevamo ironizzare sul ruolo che le donne e gli uomini hanno ancora nella società moderna. Siccome nel gruppo le donne sono la maggioranza, ci sembrava giusto far presenti le nostre idee, ovviamente non solo al genere maschile. I nostri testi sono di impatto, trattano di amore, di dolore, di gioie, di sconfitte e, anche se due di noi fanno parte della comunità gay, le nostre canzoni sono universali".

La svolta solista

“Music for men” vendette realtivamente poco: un milione di copie a livello mondiale, tra il 2009 e il 2010. “Heavy cross”, in confronto, fece di meglio: il brano conquistò il Disco di platino in Italia (per l’equivalente, all’epoca, di 20 mila copie vendute nell’era pre-streaming), Australia, Austria, Belgio e Svizzera, mentre in Germania si aggiudicò tre Dischi d’oro per l’equivalente di 450 mila copie vendute. I Gossip ci riprovarono tre anni dopo – nel frattempo Beth Ditto trovò il tempo per incidere un Ep tutto suo, che anticipò di sei anni l’album solista “Fake sugar” – con un nuovo disco, “A joyful noise”, che riproponeva più o meno gli stessi elementi sonori del precedente, ma senza il tocco magico di Rick Rubin: c’era, in compenso, Brian Higgins, già al fianco di – tra gli altri – Pet Shop Boys, Kylie Minogue, Bananarama, tra gli altri. A distanza di dieci anni resta l’ultimo album dei Gossip.

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