Budgie, addio a Burke Shelley

Il bassista, cantante e leader della band gallese è morto all’età di 71 anni
Budgie, addio a Burke Shelley

Burke Shelley, fondatore, bassista e cantante dei Budgie, band fondata a Cardiff, in Galles, nel 1967, che influenzò la nuova ondata di heavy metal britannico a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, è morto all’età di 71 anni: a darne notizia è stata la figlia Ela con un post su una fan page della band presente su Facebook.

“Con grande tristezza annuncio la morte di mio padre, John Burke Shelley”, ha scritto Ela: “E’ scomparso questa sera [ieri, lunedì 10 gennaio] nel sonno all'Heath Hospital di Cardiff, la sua città natale. Aveva 71 anni. Per favore, vi chiediamo di rispettare la sua famiglia in questo momento difficile. Con amore, i suoi quattro figli: Ela, Osian, Dimitri e Nathaniel”. La cause del decesso non sono state rivelate: l’artista, che nel 2010 fu colpito da aneurisma aortico, soffriva da tempo della sindrome di Stickler, rara condizione di natura ereditaria che colpisce il tessuto connettivo.

Classe 1950, nato e cresciuto a Cardiff, Shelley si avvicinò alla musica dopo essere rimasto folgorato dai Beatles: nel 1967 l’artista diede vita ai Budgie insieme al batterista Ray Phillips e al chitarrista Tony Bourge.

La band debuttò discograficamente nel 1971 con un album eponimo prodotto da Rodger Bain, all’epoca collaboratore dei Black Sabbath: seguirono “Squawk” (1972) e “Never Turn Your Back on a Friend” (1973), quest’ultimo citato anche dai Metallica, che ripresero “Breadfan” per il loro cover album del 1998 “Garage Inc.”, dove era presente anche un altro brano dei Budgie, “Crash Course in Brain Surgery”:

Il gruppo cessò di esibirsi regolarmente verso la fine degli anni Ottanta, pur non rinunciando del tutto alle attività dal vivo grazie a sporadiche tournée tra Stati Uniti ed Europa. Nel novembre del 2010 i Budgie furono costretti a cancellare una tournée nei paesi dell’ex Europa dell’est a causa di un aneurisma all’aorta che colpì proprio Shelley: l’artista venne operato d’urgenza a Wejherowo, per poi tornare nel Regno Unito per la riabilitazione. Nel febbraio del 2018 venne a mancare all’età di 67, dopo una lunga battaglia contro il morbo di Parkinson, l’ex batterista Pete Boot.

 

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