Suonando la California: Beau Brummels, "Introducing the Beau Brummels"
Beau Brummels – INTRODUCING THE BEAU BRUMMELS (Autumn Records, Lp/103, Lp, aprile 1965, USA)
Lato A: Laugh Laugh / Still in Love with You Baby / Just a Little / Just Wait and See / Oh Lonesome Me / Ain’t That Loving You Baby
Lato B: Stick Like Glue / They’ll Make You Cry / That’s, If You Want Me To / I Want More Loving / I Would Be Happy / Not Too Long Ago
Ron Elliott (voce e chitarra), Sal Valentino (voce), Ron Meagher (chitarra), Dec Mulligan (basso), John Petersen (batteria)
INTRODUCING THE BEAU BRUMMELS è l’album di debutto della band pop-rock americana Beau Brummels prodotto da Sly Stone, cantante e leader degli Sly & the Family Stone. A differenza della maggior parte degli altri debutti dell’epoca, dieci delle dodici canzoni di questo album sono originali. L’album raggiunse il picco al numero 24 nella classifica "Billboard 200" degli album negli Stati Uniti nel 1965.
È innegabile che se si pensa al San Francisco Sound vengano in mente assolo fiammeggianti e fiumi lisergici, benché da sempre questo luogo all’estremo del continente sia stato asilo e incubatrice per spiriti liberi; la beat generation in primis costituisce il terreno ideale per la rivoluzione giovanile. Ronald Charles “Ron” Elliott è un giovane che di ciò non si cura minimamente, cresce tranquillo nel quartiere di North Beach ascoltando country, George Gerswhin e Glenn Miller. Genitori musicisti e studi classici fanno sì che impari a suonare diversi strumenti in gruppetti che si esibiscono ai matrimoni. Riallaccia così i contatti con Salvatore Spampinato, in arte Sal Valentino, cantante dotato di una gran voce che aveva precedentemente guidato due suoi gruppi, Sal Valentino e The Valentines, e con alle spalle il 45 giri "I Wanna Twist".
Quest’ultimo lo avvicina alla musica dei Beatles e al rock’n’roll e nel 1964 insieme a Ron Meagher al basso, Declan Mulligan alla chitarra ritmica – nonché iniziale responsabile del repertorio della band – e John Petersen alla batteria daranno vita ai Beau Brummels. Il nome è un chiaro riferimento al loro amore per la musica beat britannica, infatti Beau Brummel era un giovane inglese che visse dal 1778 al 1840 ed era noto per la sua arguzia e gli abiti eleganti.
I Beau Brummels a San Francisco e dintorni rimangono una vera e propria leggenda fino a quando incontrano i deejay Tom Donahue e Bobby Mitchell in un club, Morocco Room, di San Mateo (appena a sud di San Francisco). I due titolari della Autumn Records ci vedono lungo: quattro ragazzi che nel bel mezzo della imperversante beatlemania sono così bravi da sembrare addirittura britannici, e ci mettono del loro abbigliandoli in perfetto stile beat. Da lì a farli entrare in studio di registrazione con Sylvester Stewart, produttore della Autumn e futuro Sly Stone, il passo è davvero breve.
Prima che iniziano i successi, Mulligan lascia la band, una decisione di cui in seguito si pentirà.
Nel gennaio del 1965 il chitarrista Ron Elliott con la collaborazione di Bob Durand scrive il loro primo singolo, il folk-rock "Laugh, Laugh", che, grazie agli impasti sonori della voce di Valentino miscelati con una ritmica puntuale e gli intrecci chitarristici vola veloce alla quindicesima posizione della classifica di "Billboard".
Tre mesi dopo grazie all’accoppiata Ron Elliott/Robert Durand sarà la volta del singolo "Just a Little" a dare grande soddisfazione con l’ottavo posto in classifica, lo scalino più alto raggiunto dalla band. Sulla scorta dei due singoli, che saranno presenti nell’album di esordio, la strada verso la realizzazione di INTRODUCING THE BEAU BRUMMELS è più che mai spianata.
Un album composto da arrangiamenti e strumentazione molto simili a quelli impiegati dai Beatles in A HARD DAY’S NIGHT: chitarre acustiche, melodie minori, armonica e racconti di amore e perdite. Senza nemmeno accorgersene, gettano le basi per il
crescente folk-rock bruciando sul tempo anche i coevi Byrds, e anticipando di qualche anno i fermenti psichedelici che esploderanno radiosi nella Bay Area.
"I Beatles aprirono la porta e i Beau Brummels la attraversarono e per un po’ furono sulla cresta dell’onda. Il fatto che si siano rivelati, alla luce della storia, migliori di quello che sembravano all’epoca, mostra quanto fossero avanti e come il gusto sia cambiato". [Ralph Gleason]
INTRODUCING THE BEAU BRUMMELS, a eccezione delle due cover "Oh Lonesome Me" di Don Gibson e "Ain’t That Loving You Baby" di Jimmy Reed ed erronamente accreditata a Deadric Malone, che proprio non decollano, è un lavoro decisamente solido. L’influenza beatlesiana si percepisce in "I Would Be Happy", ma è in brani come "Still in Love with You Baby" che i nostri riescono a dare il meglio, divenendo fonte d’ispirazione a band come i Byrds.
Nel 1965 i Beau Brummels pubblicano anche VOLUME 2 ed entrambi gli album sono dominati da materiale originale che presenta un ottimo amalgama tra chitarre e armonie vocali.
La band però ben presto inizia a perdere terreno dal punto di vista commerciale, in parte a causa della scarsa promozione da parte dell’Autumn Records, in parte perché Ron Elliott per problemi di salute e il diabete non è in grado di rimanere in viaggio per lungo tempo. Di lì a poco lasciano la band anche Don Irving e il batterista John Petersen.
Sebbene siano per lo più ricordati per i loro due successi in stile garage, i Beau Brummels sono ancora i preferiti dagli amanti del rock classico e la Rock’n’roll Hall of Fame ha scelto "Laugh, Laugh" come una delle 500 più grandi canzoni della storia del rock.
Il testo di questo articolo è tratto da "L'onda sulla baia", di Aldo Pedron e Maurizio Galli, Arcana edizioni. (C) 2021 Lit edizioni S.a.s. per gentile concessione
